Alex Holler – Recensione: Votati all’Inferno – Viaggio tra i protagonisti dello Shock Rock

La definizione di Shock Rock, non è certo riferita a uno specifico genere musicale, ma sostanzialmente a un approccio, sia di immagine, che di comportamenti sul palcoscenico e nei testi dei brani, volto a stupire, provocare e irritare, in pratica a shockare. La definizione è più o meno vecchia come il rock, fino dagli anni ‘50 (senza tener conto dei bluesman che si dicevano in patto con il diavolo, come Robert Johnson), e si può fare iniziare negli anni ‘50 con Screamin’ Jay Hawkins, quello della celebre “I Put a Spell on You”, fino ad arrivare ai giorni nostri con band quali Ghost, Ice Nine Kills o le recentissime Dogma.

In Italia, fino ad ora, non era mai stato pubblicato uno studio sul fenomeno musicale in questione. A colmare questa lacuna ci pensa il libro di Alex Holler, uscito l’anno scorso per la vicentina Shatter Edizioni, intitolato “Votati all’Inferno – Viaggio tra i protagonisti dello Shock Rock” (con introduzione di Peso dei Necrodetah). Genovese, classe 1997, laureato in filosofia e appassionato di musica e cinema, suona la batteria, collabora da qualche anno con la webzine Metallized, e studia come sceneggiatore cinematografico. Da sempre attratto dagli aspetti più estremi della musica, ha deciso di intraprendere questo viaggio nel variegato mondo dello Shock Rock, andando a coprire, come dicevamo, una mancanza piuttosto significativa.

Il libro, di ben 600 pagine, è sostanzialmente un viaggio fra i principali protagonisti di quel tipo di approccio alla musica e al relativo atteggiamento che questi hanno o hanno avuto on stage e in molti altri aspetti della loro arte.

Si inizia, e non potrebbe essere altrimenti, con il già citato Screamin’ Jay Hawkins, che oramai una settantina di anni or sono, portava sul palco teschi e altri oggetti di scena più o meno macabri, con tanto di esibizioni fortemente teatrali. Un vero precursore, insomma, la cui musica era sostanzialmente r’n’r classico, blues e spunti jazz. Si passa poi al decennio successivo, con nomi imprescindibili quali Screaming Lord Sutch e Arthr Brown (beat e garage il primo, prog, e proto hard rock il secondo), entrambi ricchi di trovate sceniche sconvolgenti (almeno per l’epoca) e un approccio ai testi, almeno per Sutch, all’insegna dell’horror, non certo mancante di una notevole dose di ironia.

Il viaggio prosegue per i fondamentali anni ‘70, nei quali la definizione si amplia e prende nuove strade. Impossibile non citare colui il quale ha stabilito più di ogni altro il concetto stesso di Shock Rock, ovvero, Alice Cooper, ma troviamo sul libro citate altre band per le quali la spettacolarità e le provocazioni erano identitarie, pur nelle forme più disparate: Kiss, New York Dolls, il glam rock di David Bowie, il proto punk degli Stooges, e band per le quali l’aspetto provocatorio, oltre che nelle esibizioni live e nei testi, era anche una convinzione personale: formazioni quali Coven e Black Widow, per i quali l’occultismo e il satanismo costituivano una convinzione, al pari, una ventina di anni più tardi, della scena black metal norvegese, alla quale è dedicato un capitolo. I Black Sabbath sono citati non tanto per chissà quali spettacolarizzazioni on stage, ma per le tematiche trattate e per l’immaginario da essi creati, pur non essendo mai stati certo satanisti o cose simili. Vengono analizzati vari generi nei quali i protagonisti potevano rientrare nella definizione, dal punk e post punk all’industrial, allo psychobilly. Si parla di nomi quali Damned, Siouxie And The Banshees, Cramps, Misfits, GG Allin, Plasmatics, Throbbing Gristle e molti altri. Si passa all’hair metal di Motley Crue, Twisted Sister e W.A.S.P. come all’heavy metal più classico di Ozzy Osbourne, Lizzy Borden e Gwar, al visuak kei (X Japan), al nu metal, fino al grindcore degli Anal Cunt. Non manca, giustamente, un capitolo sulla band italiana che più di ogni altra ha incarnato il concetto, i Death SS, per poi arrivare agli sviluppi più recenti delle band che interpretano la definizione, con nomi quali Turbonegro, Marilyn Manson, Ramnstein, White Zombie/Rob Zombie, Slipknot, Mudwayne, Lordi, Ghost (e molti altri) con una piccola rassegna finale sulle ultimissime tendenze.

Ogni band presa in considerazione ha un capitolo ad essa dedicato, dove, con grande dettaglio e dovizia di particolari ne viene descritta la storia, cambi di formazione inclusi, la discografia (con tanto di mini recensioni delle cose più significative) e, dettaglio in questo contesto non certo secondario, la descrizione e l’evoluzione del look e dei comportamenti in concerto. Interessanti i collegamenti fra i musicisti che, anche passando per varie formazioni, hanno fatto (e tutt’ora fanno) parte di tutto ciò.

E parimenti interessanti le osservazioni dell’autore, quando distingue le band o musicisti per i quali certe tematiche sono convinzioni di vita o solamente voglia di farsi notare e senso dello spettacolo, come per fare un classico esempio, i Mahyem rispetto ai Venom, solo restando nella definizione di black metal.

Qualche volta, tanta ricchezza di dettagli e informazioni (tutte le citazioni cinematografiche di Rob Zombie sono un po’ da impazzire, pur molto interessanti!), può rallentare un po’ la lettura, ma è anche vero che il lavoro di ricerca è talmente notevole, che si potrebbe quasi definire enciclopedico, per cui decisamente meritorio.

Forse manca un po’ un’introduzione generale al concetto di Shock Rock, ma il tutto è ampiamente spiegato nel corso del libro e si esplica nella lettura. Argute le considerazioni finali, dove l’autore si chiede, in una società che oramai, a livello esteriore, ha sdoganato di tutto e di più, quale sarà il futuro dello Shock Rock, e che capacità di stupire e provocare potrà avere in futuro.

In definitiva un’opera preziosa per chiunque voglia conoscere e approfondire il tema trattato dal libro, che è a tutti gli effetti un prezioso punto di riferimento, unico in Italia, per chiunque sia interessato al tema dello Shock Rock.

Etichetta: Shatter Edizioni

Anno: 2024


Sito Web: https://www.facebook.com/ShatterEdizioni/

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