Stench – Recensione: Venture

Gli Stench non saranno certo tra le band più famose e blasonate della scena death svedese, ma nella loro ancora breve carriera non hanno finora sfigurato. Dopo due EP e un full-length, eccoli dunque tornare con la loro seconda fatica “Venture”: un album concreto e godibile, non originalissimo ma diretto ed efficace. Le sette tracce del disco coniugano la brutalità del death con l’atmosfera del black, avvicinandosi alla proposta dei mai dimenticati Dissection e consegnandoci un’opera semplice ma piacevole.

Un misterioso inizio di tensione scoppia dopo pochi secondi in un roco scream, un riff grezzo e un blast beat: sembra l’attacco di un tipico platter black, ma si tratta della opener “Archways”, che mantiene le promesse di pezzo rude e diretto fino alla fine. Il copione non cambia con la successiva “The Vast”, mentre “Road” e “Small Death” sono brani più lunghi ed elaborati, pur mantenendo i medesimi canoni di potenza e velocità. La mini suite “Celebration”, più di 9 minuti, costituisce senza dubbio la traccia più originale del lotto, tra cambi di tempo, parti strumentali e un cantato malvagio e diabolico. Si chiude con la rarefatta instrumental “Way”, pezzo più tranquillo fra quelli proposti, e con la mazzata finale della title track.

“Venture” non è certo un album rivoluzionario e in grado di cambiare le carte in tavola, ma costituisce un disco realizzato con passione e sincero, che farà senza dubbio la felicità di tutti gli appassionati delle sonorità tipicamente scandinave. Un ritorno quindi gradito, che fa ben sperare per il prosieguo della carriera degli Stench.

Voto recensore
7
Etichetta: Agonia Records

Anno: 2014

Tracklist:

01. Archways
02. The Vast
03. Road

04. Small Death

05. Celebration

06. Way

07. Venture


Sito Web: https://www.facebook.com/pages/Stench-official/213520935347849

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi