Infected Rain – Recensione: Time

Spesso associati a gruppi del calibro dei Jinjer o degli Arch Enemy, gli Infected Rain sono noti principalmente per la front woman Lena Scissorhand, il cui nome vero è Elena Cataraga, la sua potente voce e i dread lock colorati. A due anni di distanza da “Ecdysis”, che ha riscosso un gran successo, la band moldava torna con un nuovo lavoro in studio dal semplice titolo “TIME”.

Descritto dalla band stessa come “un omaggio a ogni secondo fugace, ogni battito del cuore e ogni respiro che ci ha portato a questo momento”, “TIME” è stato prodotto, mixato e masterizzato nuovamente da Valentin Voluta e presenta la nuova bassista Alice Lane, l’ultima aggiunta al gruppo. In questo disco la band capitanata da Lena Scissorhand continua a proporre il proprio marchio di fabbrica ormai ben consolidato negli anni, ma si concede anche un introspettivo viaggio musicale condito da elementi progressive, elettronici e influenzati dal nu-metal, armoniosamente intermezzati da passaggi più eterei e melodici.

“TIME” si apre con “Because I Let You”, un concentrato di energia e testi aggressivi che ricorda molto i colleghi ucraini Jinjer. Segue “Dying Light”, precedentemente pubblicata come primo singolo, che alterna groove ritmici a tastiere inquietanti, mettendo in mostra il dinamismo degli Infected Rain. “Never To Return” è stata fin dal primo ascolto una delle tracce che mi ha colpita di più soprattutto per l’influenza della musica orientale, che ritroviamo tra l’altro anche verso la fine del disco in alcune sezioni di “Unpredictable”. Con un ritornello potente e incalzante, “Never To Return” è a mio parere una delle migliori dell’album, assieme alla successiva “Lighthouse”, che si apre con la voce di una bambina e si assesta su toni più melodici e strofe più morbide, senza però rinunciare ad intesi cambi di cantato. In ogni caso, questa atmosfera più rilassata dura poco perché “The Answer Is You” si impone subito con i suoi ritmi frenetici e un ritornello violento. Per quanto riguarda “Vivarium”, invece, abbiamo tra le mani un brano principalmente djent, nonché uno dei migliori di “TIME”, in cui il testo scritto da Lena Scissorhand ha l’obiettivo di mettere in guardia dalle mutevoli libertà della società. Temi altrettanto impegnativi vengono affrontati in “Game Of Blame”, che esplora l’ipocrisia e il dolore emotivo raccontati in uno dei brani che più mette in risalto la voce clean di Lena. “Pandemonium” alterna abilmente chitarre energiche e batteria martellante ad un cantato angelico, mentre “Enmity” non lascia spazio a melodie soavi perché il ritmo è convulso e il cantato è serrato ed aggressivo, ad eccezione di una breve sezione sul finale. Ci avviciniamo alla conclusione di “TIME” con “Paura”, che si apre con un monologo sussurrato in italiano (ricordiamo che Lena ha studiato presso l’università di Roma) che invita l’ascoltatore a conoscere le proprie paure perché abbiamo il potere di ridimensionarle e sconfiggerle, paragonando la paura ad un “mostro che alimentiamo con i nostri pensieri, un prodotto della nostra mente”. La chiusura del disco è affidata a “A Second Or A Thousand Years”, che riprende il tema del tempo, un outro in cui aleggia uno stato di calma e serenità, non ci sono parole ma solo una dolce melodia che accompagna l’ascoltatore al termine di questo viaggio.

Si conclude così “TIME”, un album all’insegna della sperimentazione e del dinamismo. Nonostante non sia una assidua ascoltatrice degli Infected Rain (i miei ascolti sono sempre stati sporadici e saltavano da un album all’altro), ho ascoltato con curiosità questa nuova uscita per scoprire che cosa aveva da offrire la band moldava e vi ho trovato dei brani che hanno da subito attirato la mia attenzione, in primis “Never To Return” e “Lighthouse”. Quello che ho apprezzato maggiormente è la capacità degli Infected Rain di continuare ad esplorare elementi e atmosfere non tradizionali, pur mantenendo il caratteristico groove incisivo che li ha consolidati come uno degli artisti più in voga del metal moderno. “TIME” è un’ulteriore evoluzione della loro carriera ricca di idee, un’esperienza interessante e stimolante. Se tra i vostri ascolti abituali ci sono i Jinjer, gli In This Moment o gli Otep, allora questo disco degli Infected Rain non vi deluderà.


Etichetta: Napalm Records

Anno: 2024

Tracklist: 01. BecauseI Let You 02. Dying Light 03. Never To Return 04. Lighthouse 05. The Answer Is You 06. Vivarium 07. Pandemonium 08. Enmity 09. Unpredictable 10. Game Of Blame 11. Paura 12. A Second Or A Thousand Years

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