Loudness – Recensione: The Sun Will Rise Again

Inossidabili, indistruttibili, meravigliosi dinosauri del metallo… ormai non ci sono più aggettivi per una band come i Loudness. Sono la più grande metal band d’oriente e hanno dallo loro una carriera lunghissima che li porta con questo “The Sun Will Rise Again” a firmare il venticinquesimo album in studio. Un risultato straordinario, soprattutto se pensiamo alla qualità media delle ultime uscite, prerogativa che nemmeno questo nuovo disco pare intenzionato a far scadere.

Diciamo da subito che come da norma c’è un po’ da passar sopra la tonalità non proprio inappuntabile del singer Minoru Niihara, che graffia, ringhia e sporca ogni nota con lo stile grintoso che ne contraddistingue le esibizioni degli ultimi anni (diciamo che l’ugola di “Thunder In The East” non c’è più da parecchio), ma ogni possibile appunto finisce qui, perché per il resto siamo di fronte ad un disco heavy metal con tutti gli attributi che è lecito attendersi.

Akira Takasaki è sempre un chitarrista eccezionale, sia quando si tratta di sciorinare riff al fulmicotone, che per il gusto e l’inventiva mostrati durante gli assoli. È lui la vera spina dorsale della band, ma questo lo si poteva immaginare. Ciò che invece ancora riesce a sorprendere è la qualità delle composizioni: sempre varie, potenti e diversificate come pare quasi incredibile dopo 33 anni di storia e il numero strabiliante di dischi incisi.

“Got To Be Strong” è moderna e carica di groove, eppure assolutamente classic metal nell’anima, così come la quasi speed metal “Never Ending Fire”. La band sembra intenzionata a creare un vero e proprio ponte tra il metal degli anni ottanta e il rock duro più contemporanea, non rinunciando né alla potenza metallica di song come “The Metal Man”, “Rock You wild” o “Mortality”, né al groove quasi funky e alla semi-sperimentazione di una lunga traccia come “The Best”, tanto meno alla melodia della title track o della bella “Not Alone”.

La miscela, comunque decisamente metallica e ricca di solismo e finezze strumentali, funziona molto bene, senza mai annoiare o risultare troppo scontata. Un gran bel ritorno, peccato solo che nessuno in Europa o Stati uniti si prenda la briga di stampare i loro dischi e che per impadronirsi di una copia di “The Sun Will Rise Again” ci tocchi spendere le cifre esagerate dell’import giapponese. Uno sforzo che però stavolta potrebbe valere la pena fare.

Voto recensore
8
Etichetta: Thunderball667

Anno: 2014

Tracklist:

01. Nourishment Of The Mind
02. Got To Be Strong
03. Never Ending Fire
04. The Metal Man
05. Mortality
06. The Best
07. The Sun Will Rise Again
08. Rock You Wild
09. Greatest Ever Heavy Metal
10. Shout
11. Not Alone


Sito Web: http://www.loudnessjp.com/

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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