Alternative 4 – Recensione: The Obscurants

Il ritorno degli Alternative 4 mette in luce il lato più umano e introspettivo di Duncan Patterson attraverso un lavoro intimo, fatto di chiaroscuri tenui e delicati. “The Obscurants” è un acquerello autunnale dove il bianco e il grigio si mischiano nelle loro molteplici sfumature, guidati dal gusto estetico e dalla sensibilità musicale dell’artista. E’ inevitabile per Duncan portare con sé un pezzettino di Anathema e di Antimatter, che a tratti sono richiamati nelle composizioni, ma rispetto al precedente “The Brink” (la recensione), il nuovo capitolo acquisisce un trademark fortemente personale, ad esempio smussando quasi del tutto la componente doom per abbracciare lidi ben più atmosferici, di un velato flavour pinkfloydiano.

E’ così che “The Obscurants” potrebbe essere l’album della maturità, sebbene, avvertiamo, il suo ascolto non sia immediato e la pressoché totale assenza di variazioni ritmiche potrebbe creare ostracismo in chi dovesse preferire un approccio dinamico. L’album scorre tra malinconia e interiorità, poco basta a Duncan e soci per esprimerla, se non lunghi passaggi acustici divisi tra la chitarra e le tastiere, ghirigori elettronici sfumati e il ricorso sporadico ai violini e alla voce femminile. Acquista un notevole peso nell’economia del sound, la voce del nuovo innesto Simon Flatley, che interpreta i pezzi con pathos ed eleganza attraverso il suo tono morbido, coadiuvato di quando in quando dal vocoder.

La suite “Paracosm” è esemplare di quanto esposto sopra, nel suo saliscendi emozionale che culmina in un finale dal romanticismo disperato ma silenzioso, come un grido represso che esprime la fragilità di ciò che è umano, ovvero la colonna portante del panorama lirico del disco. “Dina” possiede una dolcezza disarmante e insieme a “Lifeline” si configura come uno dei pezzi più “orecchiabili”, se vogliamo usare questo termine, per quanto il torpore resti saldamente al di sopra di tutto. “Mr Black”, nelle sue atmosfere crepuscolari e velato di una maggiore aggressività, è un altro highlight di un lavoro completo e personale. Duncan Patterson parla di sé e si espone attraverso la musica, con la classe e la sensibilità che gli sono consuete.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Prophecy Records

Anno: 2014

Tracklist:

01.  Theme For The Obscurantist
02.  Paracosm
03.  Returning The Screw
04.  Dina
05.  Lifeline
06.  The Tragedy Shield
07.  Mr Black
08.  Closure


Sito Web: https://www.facebook.com/alternative4.band

andrea.sacchi

view all posts

Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi