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Noveria – Recensione: The Gates Of The Underworld

Avevamo lasciato i Noveria qualche anno addietro (prima della pandemia) con nelle orecchie l’ottimo “Aequilibrium”, chiaro esempio di come si possa suona power prog, potente e tecnico in maniera non sempre ripetitiva pur avendo delle innegabili influenze in background.

Sempre accasata su Scarlet la band romana ci propone questo “The Gates Of The Underworld” che riparte sulla falsariga del precedente, con il prezioso aiuto di Simone Mularoni in tutte le fasi di registrazione e produzione; lo stile, già dall’intro “Heritage” è molto vicina ai Symphony X (anche il titolo dell’album tradisce l’amore per questa band) e alle produzioni soliste proprio di Michael Romeo, con quel senso cinematografico unito al metal che ha fatto la fortuna degli americani.

Il riff di “Origins” prosegue innegabilmente su quel filone con la bella voce di Francesco Corigliano a guidare con enfasi epica un pezzo ritmicamente molto strutturato con un gusto quasi hard rock nel ritornello. Nella successiva “Descent” troviamo Fabio Lione ad alternarsi al microfono con Corigliano; lo storico cantante italiano sta vivendo una seconda giovinezza artistica alla guida degli Angra e conferma un invidiabile stato di forma proiettandolo in questa canzone che si fa notare per un ricercato lavoro della sezione ritmica formata da Andrea Arcangeli (DGM) e dal nuovo arrivato Davide Calabretta.

In un album di questo genere, dove la tecnica di alto livello è legata a doppio filo alla potenza, non si possono non citare le porzioni soliste (e non solo) del chitarrista Francesco Mattei, perfetto mix stilistico tra i citati Romeo e Mularoni e del tastierista belga Julien Spreutels chiaramente discendente dalla scuola di Jens Johansson e Richard Andersson. Da citare la lunga title track che racchiude tutti gli elementi del Noveria sound e dei loro mentori; in effetti la traccia è accomunabile alle lunghe suite dei Symphony X per l’accostamento di momenti diversificati tra loro ma amalgamati con sapienza.

“Ascent” ha cenni mediorientali alla maniera dei Myrath ed è stata scelta come nuovo singolo, mentre le tracce successive non presentano nessuna aggiunta al quadro artistico già descritto, mantenendo un tasso qualitativo decisamente alto rispetto alla media.

Sperando di avere occasione di poter gustare il power prog dei Noveria anche in sede live concludiamo con l’ennesima sottolineatura di un prodotto musicale di grande professionalità che dovrebbe essere da esempio per tutte quelle band che credono nella propria parabola artistica e su come continuare a migliorarla nel tempo.

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