The Gentle Storm – Recensione: The Diary

Avevamo commentato le ultime gesta di Arjen A. Lucassen in occasione della recensione dell’ultima fatica del suo main project Ayreon a titolo “The Theory Of Everything” (la recensione).

Ma il “gigante buono” ci ha, da tempo, sottoposto anche tutta una serie di side project, più o meno riusciti che hanno spaziato dall’ambient al prog metal con una frequenza davvero encomiabile; questa volta il nostro decide di collaborare con suoi connazionali ed in particolar modo con l’amica di sempre Anneke van Giersbergen per dare vita all’entità The Gentle Storm.

Il contenuto lirico del debut “The Diary” è ambientato nell’epoca d’oro olandese, cioè nel diciassettesimo secolo e narra una storia d’amore e separazione quasi interamente epistolare che viene tradotta in musica in una doppia versione per ognuna delle undici tracce: la gentle version a connotazione folk/acustica e la storm version più decisamente hard rock.

Il primo dischetto è interessante da un punto di vista realizzativo, visto che Lucassen si è cimentato con alcuni strumenti particolari come contrabbasso, corno francese ed un’altra quarantina di ammennicoli acustici suonati da vari ospiti; musicalmente è molto distante dal gusto del tipico frequentatore di Metallus e a mio parere anche leggermente noioso in alcuni passaggi; non pochi i rimandi a lavori come “The Dream Sequencer” (la recensione), all’esordio degli Stream Of Passion “Embrace The Storm” (la recensione) o al progetto Ambeon.

Le composizioni prendono tutt’altra vita nella versione elettrica dove risentiamo il gusto delle progressioni tipiche di Ayreon con Arjen protagonista alla chitarra (davvero pregevoli alcuni assolo) e le belle partiture ritmiche del fido Ed Warby. In gran spolvero anche le parti soliste anche di violino ad esempio su “Heart Of Amsterdam” che rivitalizzano pezzi che sembrano insulsi nella versione acustica.

“Cape Of Storms” sfocia addirittura nello stile power sinfonico dei Nightwish con una Anneke credibile non solo nelle interpretazioni più pacate ma anche quando aggredisce a pieni polmoni come all’epoca dei suoi esordi nei The Gathering.

Nonostante la tormentata vita privata degli ultimi anni della quale il musicista olandese non parla volutamente non si può non riconoscere un livello qualitativo medio alto delle sue pubblicazioni non dimenticando la frequenza con le quali pubblica nuovo materiale.

Horns up for Arjen.

Voto recensore
7
Etichetta: Inside Out

Anno: 2015

Tracklist:

CD1: Gentle
01. Endless Sea
02. Heart Of Amsterdam
03. The Greatest Love
04. Shores Of India
05. Cape Of Storms
06. The Moment
07. The Storm
08. Eyes Of Michiel
09. Brightest Light
10. New Horizons
11. Epilogue: The Final Entry

CD2: Storm
01. Endless Sea
02. Heart Of Amsterdam
03. The Greatest Love
04. Shores Of India
05. Cape Of Storms
06. The Moment
07. The Storm
08. Eyes Of Michiel
09. Brightest Light
10. New Horizons
11. Epilogue: The Final Entry


Sito Web: https://www.facebook.com/TheGentleStorm

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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