Albez Duz – Recensione: The Coming Of Mictlan

Interessante progetto questi Albez Duz, una band tedesca nata nel 2006 da un’idea di Impurus (al secolo Eugen H.), batterista dei veterani blacksters Dies Ater e identificabile come un crocevia nel quale confluiscono un doom metal dai tratti esoterici, gothic rock e ambient.

Il gruppo ha la natura di un two-piece, Impurus si occupa di tutti gli strumenti mentre le parti vocali sono lasciate al cantante di origini messicane Alfonso Brito Lopez.  Gli Albez Duz, (un moniker  traducibile come “il rumore del cigno” che trova origine nella forma arcaica della lingua tedesca), incontrano punti di continuità con ensemble quali potrebbero essere i Type O’Negative, sebbene siano più ruvidi, o nei meno celebri ma altrettanto validi A Pale Horse Named Death, due acts rappresentativi dai quali i nostri traggono atmosfere malinconiche, piccoli innesti di carattere folcloristico (in questo caso solo i secondi) e momenti in cui troviamo melodie vincenti ed orecchiabili, sulle quali persiste però un forte alone di malinconia.

“The Coming Of Mictlan”, che sarà inizialmente rilasciato in formato vinilico da Iron Bonehead, segue le tematiche di carattere magico e occulto care alla band e non fa mancare un’atmosfera onirica e suggestiva, in particolare nelle lunghe aperture melodiche dove la voce assume toni sensuali e puliti, mentre gli strumenti dipingono paesaggi romantici, che coinvolgono per musicalità ed estetica. In questo senso colpiscono episodi come “Fire Wings”, che dopo aver risvegliato un fantasma sabbathiano prosegue su territori decisamente più catchy, senza far mancare riferimenti ai T.O.N. del periodo mediano. Vogliamo citare anche la suite “Mictlan”, dai toni più crepuscolari e con un inserto ambient rigoroso e marziale, ripreso, seppur in toni più morbidi in “Drowned”. “Twist In My Sobriety” chiude un platter gradevole e ricco di elementi interessanti, un ascolto che in definitiva mette in luce l’ampio spettro di influenze di una band che esprime la propria introspezione in modo sobrio ma al tempo stesso coinvolgente.

Voto recensore
7
Etichetta: Iron Bonehead Productions

Anno: 2014

Tracklist:

01.  Heaven's Blind
02.  Fire Wings
03.  Mictlan
04.  Feathered Snake
05.  Drowned
06.  Servants of Light
07.  Twist in My Sobriety


Sito Web: https://www.facebook.com/albezduz

andrea.sacchi

view all posts

Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi