The Birds Of Satan – Recensione: The Birds Of Satan

Penso tutti conosciate Taylor Hawkins, batterista dei Foo Fighters e personaggio a tutto tondo. Ebbene, uno dei suoi side projects è questo “The Birds Of Satan”, omonimo album della band composta dal sopracitato Taylor, oltre che da Wiley Hodgden e Mick Murphy, rispettivamente alla voce/basso e chitarra (e, tra l’altro, già membri, sempre con Hawkins, degli Chevy Metal).

In più, cosa abbastanza prevedibile, abbiamo, in qualità di ospiti, personaggi del calibro di Dave Grohl e Pat Smear (entrambi in veste di chitarristi). Praticamente due quarti dei Nirvana dell’ultimo periodo.

Da una line up così, però, ci si aspettava sicuramente qualcosa di più. Le idee ci sono e sono anche abbastanza buone, ma sviluppate non sempre in modo egregio. Se prendiamo ad esempio la lunghissima opener “The Ballad Of The Birds Of Satan”, brano da nove e passa minuti, ci rendiamo conto di passaggi a volte divertenti, a volte, semplicemente, confusionari.

Ci sono momenti buoni, ma tutto dà un po’ di già sentito. E’ vero che in “Thanks For The Line” si possono ascoltare insieme, ritmiche alla Queens Of The Stone Age, a far da tappeto ad un solo di chitarra in stile Megadeth che poi sfocia in un break percussivo tra i Beastie Boys ed i Red Hot Chili Peppers, oppure in “Pieces Of The Puzzle” vengono miscelati (apparentemente senza un vero e proprio nesso) Foo Fighters e sonorità brasiliane. Insomma un po’ troppa carne al fuoco.

La melodia la fa sempre da padrona, anche scorrendo le altre tracce, ma, per quanto i pezzi siano abbastanza cangianti al loro interno, se analizziamo la totalità dell’uscita, ci rendiamo conto che le canzoni si muovono in direzioni alquanto simili (fatta eccezione per la conclusiva “Too Far Gone To See”, quasi totalmente una ballad).

Insomma un album discreto, ai margini della sufficienza, cosa che è un vero peccato, perché, ripeto, proprio per i nomi coinvolti nel progetto, era lecito aspettarsi molto, ma molto di più. E’ chiaro che, se alla base le composizioni sono alquanto debolucce, anche l’impiego di nomi altisonanti risulterà poco efficace, però qui, la cosa che dà proprio fastidio, è che, i Birds Of Satan, c’erano quasi. Un po’ di attenzione in più e l’eliminazione di qualche passaggio davvero superfluo, avrebbero potuto solo giovare a questa uscita che, così, è sempre in bilico tra l’essere fastidiosa e l’essere piacevolmente ascoltabile.

Un disco, in definitiva, fatto di composizioni che camminano, ma che, troppo spesso, zoppicano vistosamente.

Voto recensore
5,5
Etichetta: Shanabelle Records

Anno: 2014

Tracklist:

01. The Ballad Of The Birds Of Satan
02. Thanks For The Line
03. Pieces Of The Puzzle
04. Raspberries
05. Nothing At All
06. Wait ‘Til Tomorrow
07. Too Far Gone To See


Sito Web: thebirdsofsatan.com/‎

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi