Agnostic Front – Recensione: The American Dream Died

Il sogno americano è morto da un bel pezzo, forse non c’era nemmeno bisogno che gli Agnostic Front tornassero per ricordarcelo. Ma sfogarsi fa sempre bene, soprattutto quando la classe politica (e non solo quella d’oltreoceano) non fa niente per nascondere quanto sia pigra, corrotta e incapace. E allora ecco che la voce degli Agnostic Front torna forte a urlare a gola rossa tutta la rabbia dell’hardcore e a sputare critiche feroci verso i nervi scoperti di una società che sta andando in rovina. “The American Dream Died” grida contro tutti: la corruzione, il razzismo, gli abusi di potere e anche contro un popolo che fa ben poco per cercare di cambiare le cose.

Smessa in parte la vena speed/thrash degli ultimi lavori in studio (ricordiamo “My Life, My Way”, del 2011), “The American Dream Died” è un album di puro e semplice hardcore intriso di attitudine punk, nella migliore tradizione newyorchese. Prodotto da Freddy Cricien (Madball), missato e masterizzato da Paul Miner (H2O), il platter inanella una serie di tracce dal minutaggio risicato come da manuale, dirette ed efficaci, sia quando la band preme sull’acceleratore e invita a un mosh indiavolato (parla molto bene l’accoppiata “No War Fuck You” e “Attack!”) sia quando dispensa melodie più intriganti ma costantemente selvagge. Qui vogliamo citare l’ottima “Never Walk Alone”, inno festaiolo al panorama hardcore con la partecipazione dello stesso Freddy Cricien, insieme a Toby Morse (anch’egli H2O) e Lou Koller (Sick Of It All) a sorprenderci con un’ospitata di lusso.

Brani come “Police Violence”, “Only In America” e “Social Justice” ci fanno muovere e incazzare, scandite dalla voce punk e disarticolata di Roger Miret, che a 50 anni non sembra aver esaurito un’oncia della sua energia. La chitarra di Vinnie Stigma costruisce melodie tanto semplici quanto d’effetto, a volte piacevolmente ariose (“Test Of Time”) senza compromettere la natura dell’album. Aggiungiamo la poderosa batteria di Pokey Mo, che martella come un dannato e il gioco è fatto. Questi sono gli Agnostic Front e se la loro rabbia e puzza di sudore fanno storcere il vostro nasino benpensante, non sarà “The American Dream Died” a farvi cambiare idea.

Sono passati più di trent’anni ma gli Agnostic Front sono sempre quelli. Da Reagan a Obama, calci nel culo per tutti.

 

Voto recensore
7
Etichetta: Nuclear Blast Records

Anno: 2015

Tracklist:

01. Intro
02. The American Dream Died
03. Police Violence
04. Only In America
05. Test Of Time
06. We Walk The Line
07. Never Walk Alone (feat. Freddy Cricien, Toby Morse & Lou Koller)
08. Enough Is Enough
09. I Can’t Relate
10. Old New York
11. Social Justice
12. Reasonable Doubt
13. No War Fuck You
14. Attack!
15. A Wise Man


Sito Web: http://agnosticfront.com/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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