Silenzio Profondo – Recensione: Terra Madre

Agli occhi di chi li conosce dagli albori della loro carriera, i Silenzio Profondo potrebbero sembrare ancora dei ragazzini intenti a divertirsi suonando insieme sui palchi della loro zona di provenienza. Invece, i ragazzi della band stanno crescendo e, come molti altri che appartengono alla loro generazione, si guardano intorno preoccupati per il destino del pianeta. La terra narrata in “Terra Madre” è una matrigna perfida, pronta a sollevarsi in un moto di ribellione violenta che non fa distinzione tra buoni e cattivi e che, semplicemente, intende scrollarsi di dosso tutto il male accumulato. Questo intento descrittivo spiega l’assenza di brani lenti (il ritmo rallenta un po’ giusto con “Schiavo Della Mente” e nella prima parte di “Quarantena”), titoli come “Tempesta Di Meteoriti” e testi che tirano in ballo mostri marini, demoni, inferno e l’impossibilità a salvarsi.

I Silenzio Profondo si sono mantenuti fedeli ai loro principi per quanto riguarda l’aspetto puramente musicale. Il primo aspetto che li caratterizza da sempre è il cantato in italiano, che aggiunge immediatezza a brani che sanno come colpire anche gli ascoltatori più distratti. Il loro nuovo lavoro piacerà quindi agli appassionati di quell’heavy metal classico che non passerà mai di moda, con due chitarre che intrecciano i propri temi e si rincorrono fra loro a creare brani dinamici e mai uguali fra loro. I richiami a grandi classici come gli Iron Maiden ci sono, certamente, ma c’è anche molto altro, segno che i Silenzio Profondo hanno rielaborato molto bene la lezione e hanno le idee chiare su cosa vogliono fare. Nei mesi scorsi la band ha anche dimostrato che i nuovi brani dal vivo hanno una resa altrettanto buona rispetto a quelli del passato (“Terra 51” per esempio era già stato suonato nel corso del Metal Machine Festival lo scorso maggio). Se però vi venisse in mente che, magari, le sfumature apocalittiche che connotano i brani di “Terra Madre” sono troppo pessimiste e che è tutto frutto di un’immaginazione troppo fervida, arriva “Quarantena” a riportarci alla realtà, a ricordarci che siamo soli in un mondo che inghiotte tutto e non lascia spazio neanche all’eroismo dei singoli. Anche un brano come “Scilla E Cariddi“, nel ricordare la leggenda citata anche nell’Odissea, esprime il senso generale di angoscia profonda di chi è schiacciato fra due pericoli e non vede via d’uscita.

La loro descrizione del pianeta che ci ospita non lascia spazio alla speranza, o almeno così pare. I Silenzio Profondo urlano il loro messaggio con una forza senza compromessi, e lo fanno con una musica matura, di persone navigate, a dispetto dell’età anagrafica. “Terra Madre” è un lavoro ottimo sia per quanto riguarda l’aspetto musicale (citiamo la parte strumentale di “Eroe Del Tempo“, con i suoi intrecci delle due chitarre) che i testi, che scuote ed emoziona con la violenza di una scossa di terremoto, e ci riporta all’attenzione una delle realtà più fulgide del nostro underground.

Etichetta: Andromeda Relix

Anno: 2024

Tracklist: 01. Nel Fuoco 02. Tempesta di Meteoriti 03. Scilla e Cariddi 04. Terra 51 05. Uomo Sospeso 06. Il Demone 07. Schiavo della Mente 08. Quarantena 09. Eroe del Tempo
Sito Web: https://www.facebook.com/silenzioprofondoband

anna.minguzzi

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E' mancina e proviene da una famiglia a maggioranza di mancini. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi mai smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va al cinema, canta, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Adora i Dream Theater, anche se a volte ne parla male.

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