AAVV – Recensione: Tales Of The Northern Swords

L’Underground Symphony, gloriosa etichetta italiana che ha contribuito con grande merito a rilanciare il metal negli anni ’90, mette a segno un colpo di ottimo valore con questo tributo (intitolato “Tales Of The Northern Swords”) ad una delle band più interessanti di proto-epic metal; parliamo degli svedesi Heavy Load, formatisi nel 1976 ed attivi sino al 1987. In questo periodo il gruppo registrò tre album; il primo disco, “Full Speed At High Level”, era un discreto esempio di heavy rock ma è con i due successivi album “Death And Glory” e “Stronger Than Evil” (nonché con l’EP “Metal Conquest”) che i nostri danno vita ad uno stile unico e inimitabile che fonde l’hard’n’heavy iniziale ad un metal melodico in cui l’aspetto epico non è tanto garantito dalla linea ritmica e dal riffing bensì dalle voci sognanti di Styrbjorn e Ragne Wahlquist e dalle magiche melodie delle chitarre dello stesso Ragne e di Eddy Malm.

Detto questo, prima di addentrarci nella descrizione delle cover presenti su “Tales Of The Northern Swords”, val la pena sottolineare che probabilmente, proprio per l’unicità dello stile degli Heavy Load, questo tributo piacerà molto di più ai fan delle band coinvolte che non ai die-hard fan del gruppo svedese il cui sound è pressoché impossibile da riproporre con il gusto originale (forse qualche chance in più ce l’avrebbero avuta quelle band di recente acquisizione che hanno fatto un culto dell’hard’n’heavy dei primissimi anni ’80… vedi i Katana).

I ventun gruppi che danno il loro contributo in questo storico doppio CD hanno scelto, quasi tutti, la via più ardua e difficile di rielaborare i brani originali con il proprio stile, marchiandoli a fuoco e plasmandoli alla forgia del loro genio creativo. Quei pezzi che più sembrano avvicinarsi alla stesura iniziale in realtà sono frutto del lavoro di quelle poche band che si discostano meno dal metal melodico degli Heavy Load.

Possiamo cominciare a citare i brani più riusciti fra quelli che meno si allontanano dagli originali e quindi cominciamo a tessere le lodi dei Wild Steel e della loro sognante e appassionata versione di “Traveller”, uno dei brani più toccanti degli Heavy Load… una di quelle song che propone in modo più che mai efficace il lato epic dei nostri (ottimi anche i cori).

Gloriosi anche i Great Master che rievocano l’epic metal della favolosa “The King” toccando le giuste corde emozionali e i new comer Ghost City che ci propongono un’energica rivisitazione di “Singing Swords”.

Passando a citare i gruppi che hanno proposto le cover più innovative e fuori dagli schemi non possiamo non iniziare con l’incredibile versione di “Heathens From The North” dei progressive metaller Madwork. La song viene stravolta e violentata a fondo; gli astigiani inseriscono anche parti elettroniche e danno molto spazio alla singolare performance del singer Jago. Esperimento riuscito in pieno. Lo stesso discorso vale per i progressive gothic Tragodia che riescono nell’impresa di far diventar loro un pezzo come “Still There Is Time.”

Altrettanto affascinanti sono le versioni più sinfoniche, con ampio sfoggio di tastiere, di “Free” da parte dei Dark Horizon, di “Stronger Than Evil” dei più gotici Eternal Silence (la voce della singer Ophelia dona una nuova anima di forte impatto alle linee vocali del pezzo) ed anche di “The Guitar Is My Sword” degli epic power metaller Fogalord.

L’apoteosi (senza nulla togliere a tutte le altre cover che quasi sempre colpiscono nel segno) la si ottiene ascoltando la conclusiva “Run With The Devil” in cui cantano ben nove dei cantanti impegnati nel tributo. Le tre strofe vengono sezionate in modo preciso lasciando la stessa frazione di espressività a ciascuno dei singer impegnati. Il ritornello del pezzo, forte dell’impegno dei nove singer, è semplicemente da brividi e chiude nel migliore dei modi un lavoro di grande livello (non solo per la musica presente… ricordiamo infatti l’edizione limitata in digipack dal formato alquanto lussuoso e fuori dagli schemi). Da avere.

Etichetta: Underground Symphony

Anno: 2014

Tracklist:

CD 1:

01. Dark Nights (Shadows Of Steel )
02. Free (Dark Horizon)
03. Might For Right (Arthemis)
04. Heatens From The North (Madwork)
05. Stronger Than Evil (Eternal Silence)
06. Dreaming (The Moor)
07. Moonlight Spell (Barbarians)
08. The Guitar Is My Sword (Fogalord)
09. Roar Of The North (Metal Detector)
10. Singing Swords (Ghost City)
11. Little Lies (Twilight Zone)

 

CD 2:

01. The King (Great Master)
02. Still There Is Time (Tragodia)
03. You’ve Got The Power (Isengard)
04. Hey (Neversin)
05. Traveller (Wild Steel)
06. Daybreak Ecstasy (Echotime)
07. I’m Alive (Runa)
08. Heavy Metal Heaven (Crazy Rain)
09. Heavy Metal Angels (Anvil Therapy)
10. Trespasser (Black Inside)
11. Run With The Devil (Underground Symphony All Stars)


Sito Web: http://www.undergroundsymphony.it/

leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Jago

    Grazie a Metallus.it per la splendida recensione e per la considerazione ad un progetto di tale importanza, che Underground Symphony ha sostenuto con impegno, passione e dedizione alla musica. UP the swords

    Reply

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