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Chip Z’nuff – Recensione: Strange Time

Non sono passati molti mesi dall’uscita di Covered In Gold” (quì la recensione), l’album di cover degli Enuff Z’Nuff e pare che ci sarà anche una nuova uscita con del materiale nuovo di zecca entro questo 2015, ma si sa gli artisti non amano stare con le mani in mano per troppo tempo, così ora ci troviamo bello fresco il primo album solista di Chip Z’Nuff intitolato “Strange Time”.

L’album contiene dieci composizioni più cinque bonus track e si discosta in parte da quanto siamo soliti ascoltare nella band madre, anzi per essere più precisi al loro tipico hard-pop sound viene aggiunta una vena più psichedelica abbellita da dei retaggi di pura matrice stoner rock. Il tutto potrebbe sembrare spiazzante invece al contrario è un punto a favore dell’artista che ha cercato un po’ di sdoganarsi dal solito incombente paragone con i Cheap Trick che affligge da sempre gli Enuff Z Nuff. Si può proprio dire che brani come “Rockstar” e la title track, (scritta da Chip Z’Nuff con Trent Reznor) sono più vicini a queste nuove influenze e apportano un senso di freschezza e di innovazione, ma niente paura per gli estimatori di lunga data ci sono pezzi come “Still Love Your Face” e “Sunshine” a non far rimpiangere il passato. A chiudere questo “Strange Time” ci pensa una sbarazzina e ritmata cover del classico dei Kinks “All Day And All Of The Night” con Robin Zander dei Cheap Trick e Steven Adler, l’ex batterista dei Guns N’ Roses e ora attualmente negli Adler. A seguire troviamo ben cinque tracce bonus con la partecipazione di Adler e per chi scrive questa è decisamente la parte migliore dell’intero dischetto, “My Town” è un bel pezzo roccioso e coinvolgente con un ritornello a dir poco micidiale, “The Game” invece è un misto tra i migliori Cheap Trick e l’happy sound di formazioni come i Beach Boys e gli Status Quo. “Tonight We Meet (And Now We’re Going to F)” vede la collaborazione di ospiti illustri come Slash e Dale Bozzio, mentre “The Pain Is All On You” è stata composta da Adler con Paul McCartney e chiude in grande stile un album variegato e ricco di sorprese che ci ha piacevolmente stupito.

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