Sinbreed – Recensione: Shadows

La potenza è nulla senza controllo. Così recitava qualche anno fa una pubblicità di una famosa marca di penumatici, uno slogan che calza a pennello ai Sinbreed. “Shadows” è il secondo album della band tedesca, formata da musicisti navigati della scena (Frederik Ehmke e Marcus Siepen dei Blind Guardian tra i nomi di spicco), che esce a due anni di distanza da “When Worlds Collides”. I nostri sono riusciti addirittura a strappare un contratto con la AFM, nonostante i brani proposti non offrano nulla di originale e si rifacciano pedissequamente all’ABC del power metal teutonico.

“Shadows” è l’ideale continuazione del proprio predecessore, un disco potentissimo ed energico, prodotto, sì alla grande, ma privo di spunti interessanti, che possano distinguere i Sinbreed da mille altre band. Per questo è difficile comprendere tutto l’entusiasmo generato attorno all’esordio di Herbie Langhans e soci. “Bleed” è un opener martellante vicinissima ai Primal Fear (qui il video), mentre la title track è poggiata su un guitar riff granitico ed una sezione ritmica sparata a mille all’ora. Nel corso del platter, potremo riconoscere qua e là, spunti di scuola Rage, momenti melodici à la Gammaray ed, ovviamente, cori possenti, marchio di fabbrica del primo corso dei Blind Guardian. Durante l’ascolto di “Shadows”, ci rendiamo conto di avere di fronte un gruppo di musicisti che sanno il fatto loro e mettono la propria esperienza a servizio delle canzoni, ma, al di là di tanta grinta sprigionata, capita di non riuscire a distinguere una song dall’altra.

Se tutte le band citate precedentemente sono nel vostro cuore e nella vostra discografia, “Shadows” potrebbe meritare una chance, ma, se vi aspettate da un gruppo uno stile proprio e non solo il mestiere, beh i Sinbreed non posso competere nemmeno lontanamente a livello di classe e personalità con i maestri del power teutonico.

Voto recensore
6
Etichetta: AFM Records / Audioglobe

Anno: 2014

Tracklist:

01. Bleed

02. Shadows

03. Call To Arms

04. Reborn

05. Leaving The Road

06. Far Too Long

07. Black Death

08. Standing Tall

09. London Moon

10. Broken Wings


Sito Web: www.sinbreed.com

alessandro.battini

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E’ il sinfonico della compagnia. Dai Savatage ai Dimmu Borgir, passando per i Rhapsody, predilige tutto ciò che è arricchito da arrangiamenti sontuosi ed orchestrazioni boombastiche. Nato e cresciuto a pane e power degli anni ’90, si divide tra cronache calcistiche, come inviato del Corriere Dello Sport, qualità in azienda e la passione per la musica. Collezionista incallito di cd, dvd, fumetti, stivali, magliette dei concerti, exogini e cianfrusaglie di ogni tipo, trova anche il tempo per suonare in due band.

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