Sebastien – Recensione: Dark Chambers Of Déjà Vu

Il progetto Sebastien era nato come una vera e propria metal opera, contando all’esordio un numero impressionante di ospiti. La band ceca è riuscita a provuomere a dovere il disco anche in sede live e ad arrivare al secondo “Dark Chambers Of Dèjà Vu”, acquisendo l’identità di gruppo vero e proprio. I nostri non hanno perso il vizietto di chiamare a sé alcuni guest, ma le apparizioni nel corso del platter si limitano ad un paio di comparsate di Zac Stevens e Tony Martin, a duettare con il frontman ufficiale George Rain.

Come il suo predecessore, anche questo nuovo lavoro, parla la lingua del power metal, intriso di atmosfere class e melodiche, supportato da keys in bella evidenza e passaggi addirittura vicini all’AOR. Il difetto di questo “Dark Chambers Of Dèjà Vu” è la lunghezza, perché 13 pezzi (più due bonus live), per un album del genere sono davvero tanti da digerire, nonostante l’accuratezza negli arrangiamenti e l’immediatezza delle linee vocali. L’opener “Stranger At The Door” si rifà ai Masterplan, con alcuni inserti in growl di Sergey Baidikov (Inner Fear), che non mi hanno entusiamato più di tanto. Interessante, invece, il riff di keys portante di Highland Romance, che ci rimanda ai Sonata Arctica, mentre la progressive “Lamb Of God”, si prende lo scettro di miglior pezzo di questo nuovo Sebastien. “Dark Chambers Of Dèjà Vu” contiene un paio di filler, che allungano la minestra senza nulla aggiungere alla sostanza, ma, a conti fatti, non possiamo che promuovere questo secondo capitolo della discografia della band ceca, che riesce a miscelare con semplicità e naturalezza il symphonic metal, l’hard prog ed il metal classico.

I Sebastien, perdendo per strada lo stuolo di guest dell’esordio, hanno di riflesso visto diminuire il proprio appeal. Ma ne ha sicuramente giovato alla compattezza del suono e all’omogeneità dei brani di “Dark Chambers Of Dèjà Vu”, che, nella sua quadrata genuinità, riesce a conquistare, anche se non a entusiasmare.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Pride & Joy Music

Anno: 2015

Tracklist:

1. Stranger at The Door (feat. Sergey Baidikov) 4:22
2. Highland Romance 4:26
3. Crucifixion Of The Heart 3:22
4. Lamb Of God (feat. Tony Martin) 4:03
5. The Walls Of Lyman-Alpha 3:16
6. Sphinx In Acheron (feat. Marlin Rya Poemy) 4:18
7. Frozen Nightingales 4:40
8. Sleep In The Glass 4:15
9. The Ocean (feat. Zak Stevens) 4:39
10. Man In The Maze (feat. Sergey Baidikov) 3:49
11. The House Of Medusa 3:30
12. My Deepest Winter (feat. Roland Grapow) 4:40
13. Last Dance At Rosslyn Chapel (feat. Aylin Giménez) 4:03
Bonus tracks
14. Dorian (Live) 5:53
15. Headless Cross (Live) 7:48


Sito Web: http://www.sebastienofficial.com/

alessandro.battini

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E’ il sinfonico della compagnia. Dai Savatage ai Dimmu Borgir, passando per i Rhapsody, predilige tutto ciò che è arricchito da arrangiamenti sontuosi ed orchestrazioni boombastiche. Nato e cresciuto a pane e power degli anni ’90, si divide tra cronache calcistiche, come inviato del Corriere Dello Sport, qualità in azienda e la passione per la musica. Collezionista incallito di cd, dvd, fumetti, stivali, magliette dei concerti, exogini e cianfrusaglie di ogni tipo, trova anche il tempo per suonare in due band.

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