Metallus.it

Lordi – Recensione: Screem Writers Guild

Si può proprio dire tutto dei Lordi, ma non che sia un gruppo che sa stare con le mani in mano, tutt’altro. La formazione finlandese, dopo l’uscita del mastodontico box set “Lovediversity” del 2021 registrato durante la pandemia, ritorna ora con un nuovo lavoro di zecca intitolato “Screem Writers Guild”. Il titolo è un riferimento alla Screen Writers Guilt, un’associazione di sceneggiatori di Hollywood (dagli anni 20 ai 50), ma l’album non è un concept, anche se gioca in generale con il tema cinematografico, infatti non mancano i riferimenti a mostri vari, come lupi mannari e Dracula e poi, con l’aggiunta di inquietanti effetti sonori, si rende il tutto più lugubre nel tipico Lordi style. Nelle quattordici composizioni ritroviamo il classico sound della band che da sempre li contraddistingue, e cioè un hard rock orecchiabile di vecchia scuola caratterizzato da ritornelli catchy che si imprimono subito nel cervello, il tutto condito dal consueto e goliardico humour nero che ormai abbiamo tutti imparato a conoscere e amare.

LORDI - Lucyfer Prime Evil (Official Lyric Video)

Entriamo subito nell’immaginario horror con l’inquietante musichetta iniziale che poi sfocia nella roboante opener “Dead Again Jane”, seguita dalla voce narrante di “SCG XVIII: Nosferuiz Horror Show”, che ha lo scopo di introdurre le dodici seguenti composizioni e la band, prima di dar fuoco alle polveri con “Unliving Picture Show”, che è letteralmente un omaggio alle creature raccapriccianti e ai famosi mostri del grande schermo come Frankenstein, rappresentati al meglio da un tappeto sonoro riuscito e coinvolgente. Con l’indomita e vivace “Inhumanoid” proseguiamo all’interno dell’immaginario horror, mentre attraverso l’orecchiabile “Thing In The a Cage” veniamo catapultati in una cripta sotterranea adibita a discoteca rock, dove le creature della notte vengono allietate da questo pezzo dominato da melodie coinvolgenti ed irresistibili, sicuramente l’highlight di questo nuovo platter. Anche la successiva “Vampyro Fang Club” ripercorre le coordinate stilistiche del precedente pezzo, aumentando ancora di più la vena melodica, mentre “The Bride” è una ballata atmosferica e languida incentrata sulla figura di Frankenstein che canta alla sua sposa. Con l’indomita “Lucyfer Prime Evil” si ritorna a sonorità più robuste, seguita dalla cadenzata “Scarecrow” e dalla anthemica e radiofonica “Lycantropical Island”, dal ritornello squisitamente ruffiano e che mette in bella evidenza l’uso massiccio delle tastiere .

In The Castle Of Dracoolove” si lascia ascoltare, ma è meno incisiva rispetto alle altre composizioni, mentre si ritorna sulla carreggiata giusta con la trascinante “Heavengeance”, prima della conclusiva “End Credits”, brano molto personale per Mr. Lordi, in cui riassume la storia della sua vita, avendolo anche composto per il suo stesso funerale e che fa calare i titoli di coda su questo “Screem Writers Guild”. Un lavoro che, sebbene non aggiunga nulla di nuovo alla produzione dei Lordi, conferma l’ottima capacità del gruppo finlandese di confezionare brani accattivanti e dal giusto impatto, che sicuramente verranno apprezzati dai fan della band e da chi ama l’immaginario horror con una giusta dose d’ironia.

Exit mobile version