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Decimation – Recensione: Reign of Ungodly Creation

Decimation

Reign of Ungodly Creation”, terza prova per i turchi Decimation, non fa altro che confermare quanta sostanza brutale ci sia in questa band. Ci si aspettava però una mazzata che non è arrivata, una crescita esponenziale di un gruppo che con “Anthems of an Empyreal Dominion” ci aveva dato in pasto un sacco di carne putrida, ma che non è riuscito ora a darci di più. Un compitino ben fatto è quello che ci viene proposto, che però manca di dinamica e di impatto, soprattutto per i suoni utilizzati che rendo il tutto un po’ spento. Il trio osa poco a livello compositivo, e tolto la prima traccia, il cd comincia a tirare mazzate e ad opprimerci coi suoi riff solo negli ultimi episodi.

“Devilish Domain Vortex in the Gloom of Wicked Ziggurat” e “Veracity in Relics” sono le canzoni che ci colpiscono di più. Non si viaggia mai su velocità esasperate e la batteria non è mai così intricata da portarci a complicati giri mentali per comprendere il brano. I riff, talvolta basici, vengono farciti di laceranti dissonanze che hanno il crudele compito di calarci in un ambiente soffocante ed oscuro. Sicuramente uno dei punti chiave, una scialuppa di salvataggio di un lavoro altrimenti “normale”. I passaggi più “tecnici” aiutano ad alzare ulteriormente il livello qualitativo.

Un brutal molto più diretto di quello che ci si aspettava, dove l’aurea tech rimane tale senza incidere pesantemente; il tutto è coadiuvato però  da un’ottima voce gutturale, che ben si cala nel marasma creato dal terzetto. La coerenza tra le nove traccie non manca, l’atmosfera ansiogena viene comunque creata e la brutalità non scarseggia. Manca solo quell’estrema voglia di spaccare tutto che la band sappiamo capace di esprimere. Non è una prova a vuoto, speravamo solo in un’iniezione ulteriore di anima.

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