Per parlare della carriera di Don Airey, si fa probabilmente prima a dire gli artisti di primissimo piano a livello globale con quali non ha collaborato, piuttosto che elencare l’incredibile elenco di nomi con i quali ha apposto il suo marchio con le tastiere. Tanto per citarne qualcuno, Colosseum II, Rainbow, MSG, Whitesnake, Ozzy Osbourne, Judas Priest, Gary Moore, Uli Jon Roth, Black Sabbath e un’infinità di altri. Oltre al fatto, ovviamente, che da più di venti anni è stabilmente in forze con i Deep Purple, per i quali era stata una scelta naturale chiamarlo a sostituire un colosso come Jon Lord. A fianco di questa mole impressionante di nomi, il nostro non si è mai fatto mancare una buona discografia solista, a cominciare da quel “K2” che lo vedeva debuttare nel 1988 con il primo disco a suo nome. L’ultimo suo lavoro solista, “One Of A Kind”, risaliva al 2018 e rispetto a quell’album, la formazione che suona su questo nuovo “Pushed To The Edge” (pubblicato da earMUSIC) è quasi del tutto confermata: alla voce troviamo Carl Sentance (Nazareth), affiancato questa volta anche da Mitchell Emms (cantante uscito da The Voice UK), alla chitarra il fido Simon McBride, che proprio Airey ha portato nei Deep Purple, alla batteria Jon Finnigan, e il nuovo inserto, Dave Marks al basso.
Tanto per sgomberare il campo da ogni dubbio, si tratta di un disco di vero, puro hard rock vecchia scuola, e l’opener “Tell Me” lo dimostra con il suo assalto sonoro per un brano serratissimo, col suo cantato aggressivo ma melodico, e i virtuosismi solistici di chitarra e tastiere.
L’inizio alla Morricone di “They Keep On Running”, introduce un articolato mid tempo che risente della militanza di Airey nei Rainbow, mentre l’inizio combinato di chitarra e tastiere di “Moon Rising” ha un sentore prog, che sfocia in un solido riff tipicamente hard rock, con una parte centrale in cui Finnigan appoggia i vorticosi assoli di Airey, seguiti da quello di McBride. “Rock The Melody” inizia con le atmosfere epiche ed evocative dei Rainbow, e prosegue con quel sapore epico che ha caratterizzato la band di Ritchie Blackmore nei tempi migliori, il tutto valorizzato dagli assoli di Moog e i chiaroscuri contenuti nel brano. Le cose si fanno più riflessive nella ballad “Flame In The Water” (non sappiamo perché, ma abbiamo quasi la sensazione che il titolo ricordi qualcosa…), ottimamente interpretata a livello vocale, che si sviluppa in un crescendo di epica intensità. Ancora hard rock di natura settantiana con “Out Of Focus”, a cui non mancano sontuosi assoli di Hammond alternati a quelli di chitarra, in uno schema più che consolidato, ma sempre eccitante, se proposto a questo altissimo livello, invece “Power Of Change” è un brano di più ampio respiro, fra atmosfere di una certa solennità e aperture melodiche, con un inserto spagnoleggiante, ripreso anche nel finale, veramente notevole. Sentite note di pianoforte introducono “Girl From Highland Park”, strumentale d’atmosfera a cui anche McBride contribuisce con notevoli parti di chitarra classica. “Godz Of War”, dall’inizio fortemente orchestrato, si sviluppa come una nuova rilettura di “Kashmir”, anche se lo sviluppo successivo è notevolmente prog rock, con vari cambi di tempi e di atmosfere, per quello che è il brano di maggior durata (più di 7 minuti) e di quanto più vicino a una piccola suite di tutto l’album. Ben diversa l’andatura di “Edge Of Reality”, dalle sonorità (relativamente) più blusey, con tanto di chitarra slide, ma con uno stacco orientaleggiante che introduce i consueti scambi solisti e sviluppi più articolati. Un bel riff alternato ad ariose atmosfere dei Mogg caratterizzano la conclusiva “Finnigann’s Awake”, pezzo strumentale che chiude l’album in cambi di tempo ed esplosioni soliste di grande qualità, e con un inaspettato blues finale in cui Don presenta la formazione.
Possiamo dire che questo “Pushed To The Edge” è un grande disco, nel quale le influenze di alcune delle più importanti formazioni in cui Don Airey ha militato (principalmente Rainbow e Deep Purple, ma non solo), e alle quali ha peraltro contribuito, si fanno certamente sentire, ma sono declinate con la personalità del grande tastierista, con momenti prog, aperture orchestrali, atmosfere da colonna sonora e di musica internazionale. La base però, come dicevamo, è un solido hard rock britannico, ben radicato negli anni ‘70, e la cosa che non si può non notare è che tutti i musicisti coinvolti hanno una grande libertà espressiva. Certamente le tastiere hanno un ruolo cardine, e non potrebbe essere altrimenti, ma la nostra impressione è che tutta la formazione si sia divertita non poco nel lavorare a questo disco, tanto è fuori da qualsiasi moda o tendenza. Le ampie parti soliste e strumentali, i cambi di tempo e di atmosfere, il mood generale che si può respirare in questo lavoro è quello di eccellenti musicisti che hanno fatto esattamente quello che avevano voglia di fare, con la massima libertà espressiva, e il risultato è veramente eccellente. In attesa del nuovo lavoro dei Deep Purple (perché ci sarà, ne siamo certi!), chiunque sia desideroso di assetarsi ad un certo tipo di sonorità avrà in “Pushed To The Edge” di che soddisfarsi ed esaltarsi.

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Etichetta: earMUSIC Anno: 2025 Tracklist: 01. Tell Me 02. They Keep On Running 03. Moon Rising 04. Rock The Melody 05. Flame In The Water 06. Out Of Focus 07. Power Of Change 08. Girl From Highland Park 09. Godz Of War 10. Edge Of Reality 11. Finnigann’s Awake Sito Web: https://www.facebook.com/donaireymusic |
