Filthy Lucre – Recensione: Popsmear

Tutti conosciamo gli L.A. Guns e la loro storia iniziata nella prima metà degli anni ottanta a Los Angeles, il successo ottenuto soprattutto con il secondo album “Cocked & Loaded” che li fece diventare una delle formazioni di punta della fiorente scena sleaze metal assieme ai Guns N’ Roses e Faster Pussycat, ma forse in pochi sanno quello che combinò Phil Lewis (il cantante) dopo il flop commerciale di “Vicious Circle” nel 1995. L’ex frontman dei Girl allontanatosi dalla band capitanata da Tracii Guns decide di ricominciare da zero con i Filthy Lucre un gruppo nuovo di zecca assieme a Steve Dior (The London Cowboys),  Jim Wirt al basso e MC Bones alle percussioni. Nel 1997 pubblicano questo “Popsmear” che portò letteralmente una ventata d’aria fresca in un panorama musicale ancora scombussolato dal tormentone grunge e che aveva ancora poche solide realtà in grado di far sventolare lo stendardo dello street rock. I Filthy Lucre non creano nulla di nuovo, sia chiaro ma riescono comunque a sorprendere e a ridare quella linfa preziosa ad un genere pericolosamente in stallo.

Dopo un intro atmosferico e molto in L.A. Guns style danno fuoco alle micce con una incontrollabile e serrata “Outta Control” seguita da “Black Cadillac” un pezzo sinuoso e lascivo quanto basta, il tutto impreziosito dalla graffiante ed efficace voce di Lewis. “Hollywood” già dal titolo ci fa capire che è una party song caciarona e divertente mentre con la romantica “Baby I Want” si cambia registro, ma per poco “Sucksex” ci riporta sul binario della degenerazione con un pezzo spumeggiante e travolgente. “Can’t Kick” invece è una composizione scritta da Steve Dior e dal mai dimenticato Johnny Thunders, un brano immediato e semplice che conquista subito dal primo ascolto e che profuma di seventies da tutti i pori. Purtroppo “Popsmear” rimane l’unico lavoro in studio dei Filthy Lucre, infatti nel 1999 Phil Lewis rientra nei ranghi delle pistole di L.A. e chiuderà questo breve capitolo della sua carriera lasciando comunque ai posteri queste dieci gemme assolutamente da riscoprire.

Etichetta: Neat Metal Records

Anno: 1997

Tracklist:

01. Ariata

02. Outta Control

03. Black Cadillac

04. Baby I Want

05. Hollywood

06. Milk My Honey

07. Brand New Deal

08. Sucksex

09. Can’t Kick

10. Ladbroke Groove


eva.cociani

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Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

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