Chicago – Recensione: Now – XXXVI

Approdano alla Frontiers anche i leggendari Chicago. La prima domanda che ci si potrebbe porre è: cosa c’entrano i Chicago con Metallus.it? La risposta risiede in parte nell’influenza esercitata dalla band su tutta la scena AOR e WestCoast, ma soprattutto nella notevole qualità di un lavoro dove – oltre alla tradizionale proposta musicale al crocevia tra pop e jazz innaffiata da una sezione di fiati forse poco vicina a chi ha un cuore metallico – non mancano incursioni nel rock di classe, a testimonianza dell’ecletticità di musicisti di straordinario livello e della volontà di non porsi limitazioni che non abbiano a che fare con la raffinatezza delle melodie.

E così brani come il mid-tempo “More Will Be Revealed”, con il suo gustoso assolo di chitarra finale, e l’emozionante ballad “Love Lives On” sono delle autentiche gemme che non possono non far battere il cuore anche ai rocker, incastonate in una scaletta estremamente gradevole, dove colpisce la naturalezza con cui i musicisti interpretano partiture lineari eppure ricche di sfumature. Verso la fine di “Now” arrivano a sorpresa, irresistibili e fantasiose, le tinte arabeggianti di “Naked In The Garden Of Allah”, altro episodio assolutamente efficace che ci presenta sotto diversa luce la grande perizia tecnica della band. In particolare il lavoro alla chitarra (Robert Lamm, Lee Loughnane, Keith Howland) e le pulsanti linee di basso di Jason Scheff sono elementi preziosi in tutto il corso dell’album, contribuendo a farne un lavoro che sarà sicuramente molto apprezzato dai melodic rocker che sapranno andare oltre un possibile iniziale preconcetto.

Voto recensore
7
Etichetta: Frontiers

Anno: 2014

Tracklist:

01. Now
02. More Will Be Revealed
03. America
04. Crazy Happy
05. Free At Last
06. Love Lives On
07. Something's Coming, I Know
08. Watching All The Colours
09. Nice Girl
10. Naked In The Garden Of Allah
11. Another Trippy Day


Sito Web: http://www.chicagotheband.com

giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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