Nad Sylvan – Recensione: Courting The Widow

A pensarci bene, c’è un po’ di contraddizione all’interno del nuovo disco di Nad Sylvan, cantante dalla voce che induce al sogno (inteso in tanti modi) e famoso per la sua attività con Steve Hackett e negli per ora congelati Agents Of Mercy. Dopo qualche ascolto, c’è da capire più che altro come mai Sylvan abbia realizzato un album dall’andamento estremamente tranquillo, rilassato e onirico, in certi momenti quasi al limite tra psichedelia e progressive rock, quando poi il personaggio cardine dell’album è (secondo le stesse dichiarazioni di Sylvan) una vedova che è la personificazione della morte. Ad ogni modo, preso atto di questa apparente contraddizione, “Courting The Widow” si conferma come un lavoro oscuro nelle tematiche ma allo stesso tempo solare, con alla base un senso di pace quasi soprannaturale.

Niente da dire, poi, per quanto riguarda l’ottima produzione dell’album, che mette bene in risalto sia la voce di Sylvan che tutte le lunghe parti strumentali; il full length parte molto bene, con un paio di tracce incisive e interessanti quali “Carry Me Home” e la title track, ma corre il rischio di perdersi un po’ per strada, preferendo la strada della ripetizione e della autorereferenzialità alla volontà di sperimentare che da sempre caratterizza il rock progressivo. Da questo punto di vista, arrivare alla fine della chilometrica “To Turn The Other Side” diventa quasi una sfida irrealizzabile, non perché sia impossibile, per gli avvezzi al progressive, a un pezzo che dura oltre venti minuti, quanto perché questi venti minuti sono saturi di momenti troppo ripetitivi e dispersivi per essere apprezzati. “Courting The Widow” è in definitiva un lavoro riuscito dal punto di vista strumentale, che mette bene in risalto la bella voce di Sylvan ma che pecca di troppa sicurezza in se stesso e che, alla lunga, diventa ripetitivo e ridondante.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Inside Out Music

Anno: 2015

Tracklist:

01. Carry Me Home
02. Courting The Widow
03. Echoes Of Ekwabet
04. To Turn The Other Side
05. Ship's Cat
06. The Killing Of The Calm
07. Where The Martyr Carved His Name
08. Long Slow Crash Landing -


Sito Web: https://www.facebook.com/nad.sylvan?fref=ts

anna.minguzzi

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E' mancina e proviene da una famiglia a maggioranza di mancini. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi mai smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va al cinema, canta, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Adora i Dream Theater, anche se a volte ne parla male.

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