Lantlôs – Recensione: Melting Sun

Il passo in avanti definitivo. Se già il precedente “Agape” (la recensione) proseguiva sul sentiero dell’allontanamento dal black metal delle origini (per quanto tale elemento sia sempre stato presente come parte di un tutto), “Melting Sun” rappresenta il nuovo punto di partenza dei tedeschi Lantlôs.

Già una copertina così piena di calore ci suggerisce che la creatura di Herbst (che oggi si occupa anche delle parti vocali) sia andata incontro ad una sensibile mutazione, da vedersi nel totale distacco dalla matrice metal, ridotta ad un breve spazio nelle fredde chitarre di “Cherry Quarz”, per abbracciare in toto i lidi del post rock e dello shoegaze, trovando punti di continuità ad esempio nell’ultima opera degli Alcest (anche se Neige non fa più parte del progetto Lantlôs) e in generale in acts come potrebbero essere i Sigur Ròs e i Dead Can Dance.

Sei lunghe tracce in cui è molto il suonato e le voci intervengono sporadicamente soltanto a descrivere i paesaggi delicati ma complessi dipinti da Herbst, dove l’introspezione la fa da padrona, sebbene il mood pesantemente malinconico del passato oggi sembri essere stato messo da parte o per lo meno livellato, come testimoniano le numerose note di colore da vedersi negli ampi spazi psichedelici dal sapore pinkfloydiano che si amalgamano tra loro in “Aquamarine Towers” e in “Golden Mind”.

Un album dove l’insieme appare indispensabile poiché ogni traccia si rivela essere la logica prosecuzione della precedente con una ripresa dell’incipit, che a partire dalle divagazioni acustiche della bella “Azure Chimes” arriva all’acida “Golden Mind” attraverso chitarre lievemente riverberate e percussioni ipnotiche, lasciando intravedere tentazioni dream pop che non restano nemmeno troppo nascoste (“Jade Fields”).

La nuova pelle dei Lantlôs (che poi non è molto dissimile a quanto avvenuto agli Alcest) può essere a tutti gli effetti la risposta a una possibile evoluzione del panorama post black metal. E a noi piace.

 

Voto recensore
7
Etichetta: Prophecy / Audioglobe

Anno: 2014

Tracklist:

01.  Melting Sun I: Azure Chimes

02.  Melting Sun II: Cherry Quartz

03.  Melting Sun III: Aquamarine Towers

04.  Melting Sun IV: Jade Fields

05.  Melting Sun V: Oneironaut

06.  Melting Sun VI: Golden Mind


Sito Web: https://www.facebook.com/lantlos

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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