Trollfest – Recensione: Kaptein Khaos

Follia, entusiasmo, divertimento ed eccentricità sono gli ingredienti alla base di ogni disco targato Trollfest, che quest’anno contemporaneamente celebrano il decimo anniversario di attività musicale e rilasciano sul mercato il loro sesto disco, “Kaptein Kaos“. Come la stessa copertina, disegnata dal cartonista Jonas Darnell e lo stesso titolo suggeriscono, questo nuovo lavoro narra le vicende di uno scienziato pazzo alle prese con una stramba macchina del tempo che lo porterà a percorrere un viaggio in altre dimensioni spazio-temporali venendo a contatto con realtà a lui totalmente sconosciute.

Conosciuti per la loro peculiarità nell’utilizzare una lingua totalmente propria (il trollsprack, che altro non è che un melting pot di tedesco e norvegese, sapientemente associato alla lingua dei troll, dando così origine ad una lingua totalmente nonsense), il quintetto di Oslo sa come stupire e soprattutto sa come osare: se in “Brumlebassen” i Nostri si erano incentrati maggiormente sul folk, in questo capitolo abbiamo più melodia e varietà compositiva, ritroviamo sì i soliti inni da osteria, che si alternano ad episodi vagamente Finntrolliani (vedi la titletrack) ma la vera novità del disco è la sperimentazione. Il combo norvegese questa volta non si è risparmiato e anzi, ha voluto dimostrare intenzionalmente di sapersi destreggiare anche in altri generi musicali non appartenenti alla loro sfera musicale, che comprendono brani dalle atmosfere tipicamente latinoamericane, come la suadente “”Seduction Suit n° 21” o l’estrosa ed incalzante “Solskinnsmedisin”, gli intermezzi strumentali “Filzlaus Verkundiger” senza disdegnare la rivisitazione in chiave balcanica del salmo “Ave Maria”, che riesce a modo suo a fare una buona presa sull’ascoltatore.

“Kaptein Kaos” è un album di buona fattura, la produzione risulta molto buona anche sotto il punto di vista degli arrangiamenti, è essenzialmente un disco demenzialotto, ma proprio grazie alla sua demenzialità sa mantenere alta l’attenzione dell’ascoltatore, in quanto le tredici canzoni qui proposte sono tutte orecchiabili e rimangono facilmente impresse nella mente di chi ascolta. Un lavoro che piacerà particolarmente a chi ha conosciuto i Trollfest proprio per questa loro peculiarità e che potrebbe far guadagnare alla band ulteriori “booze-addicted” fans e che noi ci sentiamo di premiare per l’esaltazione messa dai ragazzi.

Voto recensore
7
Etichetta: NoiseArt Records

Anno: 2014

Tracklist:

01. Trolltramp
02. Kaptein Kaos
03. Vulkan
04. Ave Maria
05. Filzlaus Verkündiger
06. Die Grosse Echsen
07. Seduction Suit No.21
08. Solskinnsmedisin
09. Troll Gegen Mann
10. Sagn Om Stein
11. Renkespill
12. Kinesisk Alkymi
13. Døden Banker På


Sito Web: https://www.facebook.com/trollfestofficial

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