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Seether – Recensione: Isolate And Medicate

Isolate And Medicate” è il sesto album in studio per il trio alternative-rock multi platino dei Seether. La band nata nel 1999 ha alle spalle una carriera costellata da numerosi successi commerciali e nel corso degli anni ha forgiato il proprio sound descritto dai più come post grunge essendosi formati subito dopo l’esplosione del fenomeno proveniente da Seattle. In parte queste sonorità vengono mantenute anche in questo nuovo platter, ma troviamo anche una discreta varietà compositiva da parte di Shaun Morgan e soci, si passa dalla potente, iniziale “See You At The Bottom” a sonorità più leggere e radiofoniche come la successiva “Same Damn Life”.  “Words As Weapons” ricorda moltissimo nella parte iniziale la versione di Gary Jules di “Mad World”, originariamente composta dai Tears For Fears negli anni ottanta, ma fortunatamente il ritornello si discosta da tutto questo e risulta più personale. “My Disaster” è invece un brano in tipico Seether style che profuma di grunge sin dalle note iniziali e mette in risalto le abilità vocali di Morgan che risulta molto convincente su questo pezzo.

“Crash” è una ballad dall’incedere delicato che cresce man mano di intensità fino a trasformarsi in una cascata di emozioni, sicuramente uno dei momenti più riusciti dell’album, in totale contrasto con le sonorità della successiva “Suffer It All”, uno dei pezzi più potenti scritti dalla band del Sud Africa. “Watch Me Drown” invece è una track più scanzonata, ritmata e dal forte appeal commerciale, mentre l’acustica “Save Today” posta alla fine è una composizione un po’ malinconica, ma di effetto, un degno brano di chiusura per un album riuscito e che ci ha fatto scoprire i mille volti di una band che ha ancora molto da dire.

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