Thysia – Recensione: Islands In Cosmic Darkness

Nel 2019 nell’underground italiano, più nello specifico nel trevigiano, è apparso un nuovo nome, quello dei Thysia, che hanno debuttato proprio con “Island In Cosmic Darkness”, il 7 aprile 2023 per la label messicana Chaos Records. Per presentare meglio questo nuovo progetto, è utile dire che due tra i quattro membri del gruppo (Mystir alla batteria e Nihil dal basso) provengono già da una band che qualcuno potrebbe conoscere, I Nox Interitus, che accesero la loro fiamma nera già nel lontano, 2008 nella medesima città. Altri progetti alla quale partecipano al momento i membri sono Messa e Sterbenzeit.

I Thysia, in “Islands In Cosmic Darkness”, presentano un lavoro ben caratterizzato, distinguibile e positivamente difficile da inquadrare al primo ascolto, che, come vedremo dopo, è presumibilmente l’intento stesso delle menti dietro a questo album. Parlando del lato tecnico, le sonorità sono puramente black metal ma lasciano trasparire delle decise influenze doom, sia attraverso il songwriting che attraverso il feeling generale che l’album lascia, influenza percepibile in ogni traccia ma in particolare in “Psallo” ed ancor più nella title track “Islands In Cosmic Darkness“.

La batteria, suonata da Mystir, stesso batterista dei Messa, è solida come la roccia, poco dirompente, per questo ben amalgamata con il suono, facendo da rinforzo, invece di sovrastandolo e spostando l’attenzione su di essa, come vediamo in tanti altri progetti, lasciando sulle chitarre di Nefasto la principale attenzione. Chitarre che suonano taglienti, ispessite e rimarcate dal basso di Nihil. Definite e caratterizzate da riffs che entrano subito in testa, anche grazie ad una produzione limpida, lasciando però la voglia di ritornare ad ascoltarle meglio, visto i numerosi momenti in cui si separano l’una dall’altra creando situazioni che richiedono attenzione per essere seguite bene. In cima a tutto, le vocals di Mrak, performate unicamente in scream, suonano sempre gelide e consistenti, mai predominanti rispetto al resto e che anzi, lasciano ampio spazio agli strumenti, il che a mio avviso va a premiare l’atmosfera, se volessi far capire lo stile generale delle vocals e il loro utilizzo all’interno del songwriting, lo comparerei ad “Ethernal Hails” dei DarkThrone.

La sensazione che questo album mi ha fatto provare è che, concettualmente, questo lavoro affondi le radici su di un terreno molto più ampio del canonico black metal. Non voglio lasciare possibilità di fraintendimento: sarebbe follia non considerare tecnicamente questo lavoro come puro black metal, non ci sono dubbi su quello, sono l’anima e forza motrice della band a risultare inizialmente sfuggenti ma decise, trasudandole da ogni nota e rendendolo un progetto, a mio avviso molto ispirato. Tale sfuggevolezza, mi ha personalmente stimolato a speculare e interpretare a modo mio le sensazioni che questo lavoro mi ha trasmesso. La presenza di momenti più lenti e, per usare un altro termine approssimativo ma funzionale, “doom”, sono un elemento che apre una parentesi ma non stoppa in alcun modo l’intensità del lavoro. Dopo diversi ascolti, mi sono accordo che, inconsciamente, proprio in quella parentesi mi sono molto spesso trovato a chiedermi dove l’anima dell’album volesse portarmi. La personale risposta che mi sono dato, nonché possibile spiegazione della mia iniziale difficoltà nell’inquadrare l’anima di quest’opera, è la materializzazione del titolo stesso. Questo lavoro mi ha fatto sentire su di un “Islands In Cosmic Darkness”, un ambiente nel quale l’album prova costantemente a trascinare l’ascoltatore, ovunque questo si materializzi per esso.

Sarà forse questo il vero intento della band? Io credo di si, intento suggerito dalla cover art e anche verbalmente, non solo dal titolo dell’album stesso ma anche nella sezione “Themes” della loro pagina di Metal Archives attraverso il trinomio “Void, Darkness e Death”. Per quanto mi riguarda, hanno centrato in pieno l’obbiettivo. Sta ora a voi interpretarlo e fare le vostre valutazioni dopo i 39 minuti di ascolto che l’album richiede.

Buon ascolto.

Etichetta: Chaos Records

Anno: 2023

Tracklist: 1. Psallo (AUDIO) 2. Scorched Bronze Earth 3. Phrenes 4. Nexus of Cataclysm Forces 5. Communicating Halls of the Netherworld 6. Moira Krataià 7. Spiritual Desert 8. Islands in Cosmic Darkness
Sito Web: https://www.facebook.com/thysia666

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