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Halestorm – Recensione: Into The Wild Life

Gli Halestorm proseguono implacabili la loro marcia trionfale sulla via del successo. Fra album in studio, EP di cover e convincenti performance live, la band americana pare non volersi più fermare nel diffondere in giro per il mondo la propria musica. Il suo terzo lavoro “Into The Wild Life”, gradevole e ben confezionato, conferma in pieno l’intento del gruppo di creare canzoni rock dirette e non troppo impegnative, ma proprio per questo in grado di conquistare un pubblico sempre più vasto.

“Scream” è subito un pezzo da concertone open-air che ricorda il grande arena-rock degli anni ’80, la seguente “I Am The Fire” una traccia molto passionale e radiofonica. “Sick Indvidual” è finalmente un brano più duro, grintoso e aggressivo, così come la blueseggiante “Amen”: quasi superfluo notare come entrambe le canzoni risaltino grazie alla graffiante interpretazione della sempre brava Lzzy Hale. La dolce ballata della situazione arriva invece con “Dear Daughter”, un po’ scontata e sdolcinata, ma passabile.

“New Modern Love” si mantiene su standard molto leggeri, ad alzare il ritmo e la tensione ci pensano “Mayhem” e “Gonna Get Mine”: nel mezzo troviamo la facile ma efficace “Bad Girls World”. L’atmosfera si placa di nuovo con la seconda ballad “The Reckoning”, per riguadagnare in carica con l’intrigante “Apocalyptic”. Lo schema appena visto si ripete con la doppietta conclusiva “What Sober Couldn’t Say” / “I Like It Heavy”.

Se cercate pezzi catchy e coinvolgenti fin dal primo ascolto, gli Halestorm sono (o continuano ad essere se già li conoscete) la band che fa per voi. La dimensione ideale per il gruppo è pero senza dubbio quella live, ed è proprio sul palco che questi nuovi brani guadagneranno maggior risalto. Arrivederci dunque al prossimo concerto!

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