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Being As An Ocean – Recensione: How We Both Wondrously Perish

Being As An Ocean è un’espressione ripresa da Mahatma Gandhi ed in qualche modo la musica del quintetto californiano racchiude in sé un oceano di emozioni, tutte raccolte in “How We Both Wondrously Perish”, secondo album dopo l’esordio nel 2011 con “Dear G-d”.

Accostati per definizione al filone mainstream del Metalcore melodico, Screamo, Post-Hardcore, di definizioni ve ne sono diverse, ma ciò che conta di più è il contenuto musicale della band, anni luce lontana dai soliti breakdown che contraddistinguono il genere, i nostri dimostrano di avere una predilezione per sonorità più Pop Rock oriented, sicuramente non un peccato, ma per lo meno una bella scommessa.

Elemento di punta è il frontman Joel Quartuccio, fulcro attorno al quale ruota tutta la struttura musicale del combo: voci narranti, sussurrate, urlate, sporche, pulite, di tutto un po’ insomma, per dipingere al meglio le diverse emozioni che saltano fuori dall’ascolto dell’album in questione.

Non vi è cattiveria nel sound dei Being As An Ocean, ma solo accenni di vigore che distolgono la mente da un viaggio ovattato: l’opener “Mediocre Shakespeare” mostra in prima battuta il lato Screamo della band, quello forse più scontato, che strizza l’occhiolino alla moda del momento; la successiva “Death’s Great Black Wing Scrapes The Air” inizia a rivelare invece l’anima più emotiva, con melodie sofferte ed urlate a squarciagola. Singolare la scelta di utilizzare come title track “How We Both Wondrously Perish” un brano strumentale della durata di un minuto, cui fa seguito “The Poets Cry For More”, in cui la voce narrante del già citato Joel scandisce il tempo di passaggi tristemente malinconici.

Tra le altre occorre citare la sperimentale “Mothers”, la traccia più riflessiva e pacata dell’intero album, una vera e propria ninna nanna, note che accarezzano l’anima, come quelle della successiva “Natures” che conclude questa seconda fatica sulla lunga distanza.

“How We Both Wondrously Perish” è un album non facile da decifrare, colpisce per la sua semplicità e per la passione che la band mette in campo, ma allo stesso tempo potrebbe essere tacciato di eccessiva ruffianeria per gli stessi motivi; certamente verrà apprezzato dagli amanti del genere, per gli altri risulterà terribilmente noioso.

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