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Blackberry Smoke – Recensione: Holding All The Roses

Southern rock solare e diretto quello dei Blackberry Smoke, provenienti da Atlanta e pertanto credibili interpreti di un sound che sta vivendo una sorta di ritorno glorioso. Ancor di più se si pensa che questo primo album su Earache arriva dopo tre album su label indipendenti, il primo risalente al lontano 2004. La band si pone in maniera più leggera rispetto ai Black Stone Cherry, e pure più leggera, pescando anche da alcune atmosfere à la Black Crowes e finendo per esercitare un appeal, probabilmente ad un pubblico potenzialmente al di fuori di quello metallico.

L’album parte in bomba, con la leggerezza di “Let Me Help You”, l’andatura simile a quella di un treno in viaggio tra i campi della sterminata provincia americana in un pomeriggio d’estate. Prodotto da Brendan O’Brien (Bruce Springsteen, Pearl Jam, AC/DC), “Holding All The Roses” colpisce per la naturalezza e l’efficacia senza fronzoli di brani scritti con grande gusto, iscritti nel solco della tradizione eppure freschi come rose, appunto. La radio friendly “Living In The Song” e la scanzonata “Rock And Roll Again” mostrano il lato più ruffiano della band, che potrebbe aprire le porte di un successo di pubblico ancor più consistente. L’accento southern si fa pronunciato in “Too High” e in “Lay It All On Me”, da annoverare senz’altro tra gli episodi migliori assieme alla notevolissima “Payback’s A Bitch”, con passaggi di grande presa ed urgenza.

Una bella conferma oppure, a seconda di come la si voglia guardare, il salto verso un’audience di dimensioni mondiali. Il tutto senza perdere un’oncia della credibilità musicale, troppo spesso minacciata dalle mode passeggere.

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