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Ringworm – Recensione: Hammer Of The Witch

L’apparenza inganna, come recita il celebre detto popolare. La copertina del nuovo disco dei Ringworm, con il suo disegno in bianco e nero occulto e luciferino, al pari del suo titolo “Hammer Of The Witch”, poteva far pensare a un’incredibile svolta doom o black per la storica band di Cleveland. Bastano però pochi minuti dell’album in questione per capire che in casa di James “Human Furnace” Bulloch e soci non è in realtà cambiato nulla: il gruppo ci propone infatti la consueta miscela esplosiva di hardcore e thrash, ideata appositamente per scatenare il mosh tra i fan accorsi ai prossimi concerti del combo americano. Il risultato è come sempre apprezzabile nella sua potenza e ferocia, ma la personalità e il desiderio di uscire dai canoni del genere latitano e la noia non tarda a farsi sentire.

L’introduzione da film horror della opener “Dawn Of Decay” mantiene in realtà ancora per pochi secondi l’illusione di essere davanti a tutt’altro disco rispetto agli standard della band, ma il grido di battaglia lanciato da Bulloch poco dopo spazza via una volta per tutte ogni dubbio. La velocità e il riffing tipici dell’hardcore più tirato e del thrash vecchia scuola dominano tutte le tracce del disco, dalla serratissima “Bleed” alla straziante “Leave Your Skin At The Door”, passando per le mazzate di “Psychic Vampire” e “King Of Blood”. Le allucinanti grida del vocalist e la struttura delle canzoni sono però sempre quelle, quindi le notevoli carica e aggressività che pervadono l’album finiscono per perdere mordente e sfociare nella monotonia. La title track e i brani della seconda parte del platter non presentano alcuna novità o variazione di sorta: non resta dunque nulla da aggiungere o segnalare.

“Hammer Of The Witch” è un album che sicuramente dirà la sua in sede live, dove provocherà furiose bolge ai piedi del palco. Dai Ringworm, band che a breve raggiungerà il traguardo dei 25 anni di carriera, ci aspetteremmo però qualcosa di più: il gruppo di Cleveland pesta duro e sa fare il suo mestiere, ma dopo tante release potrebbe osare un po’ e spingersi oltre i confini fino ad ora mai varcati. Promossi ancora una volta, ma con riserva.

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