Asia – Recensione: Gravitas

Sempre più riflessivi e malinconici, gli Asia danno alla luce il primo lavoro senza Steve Howe da quando si sono riformati. La differenza di equilibrio tra tastiere e chitarra, tra atmosfere e incisività, si sente, e alla lunga finisce per approfondire una dimensione interessante che la band ha sempre avuto ma che si guadagna, in “Gravitas” il primo piano, complici anche i colori dell’autunno che caratterizzano idealmente questo lavoro. L’album è sicuramente molto vicino, per questi motivi, a quanto uscito sotto il monicker Wetton Downes, e questo nel bene e nel male. A sostituirè Howe è stato chiamato il talentuoso Sam Coulson, che si inserisce in punta di piedi nel tessuto sonoro dipinto dalla band, senza sfigurare.

Per i motivi descritti sopro e per quell’aura spirituale tipica proprio dei tre “Icon”, “Gravitas” è un album che cresce ascolto dopo ascolto, e così se in un primo momento il singolo ed opener “Valkyrie” può lasciare perplessi, giorno dopo giorno scava nell’anima. Una semplicità sempre in bilico tra ingenuità e verità profonda, gli Asia mettono insieme almeno quattro/cinque pezzi di assoluto spessore: la title track ha un carico di melodrammaticità da mozzare il fiato, ed allo stesso effetto va vicino pure la spirituale “The Closer I Get To You“, chiusa da un magnifico assolo di Coulson. Ci sono anche frangenti più diretti e, nei limiti del possibile, più sobri, vedi “Nyctophobia” e l’invero deludente “Russian Dolls“, ma è quando Downes sale in cattedra, come nella classicheggiante “Heaven Help Me Now“, che gli Asia 2014 suonano più a proprio agio. A metà strada tra le due formule, uno dei pezzi forti del lotto è senz’altro “I Would Die For You“, pilotato da una grande interpretazione dell’intramontabile Wetton. Notevole anche la chiusura tipicamente pomp con “Till We Meet Again” e la sua coda di assoli ad evidenziare il tasso tecnico sempre elevatissimo del combo.

Gravitas” è una conferma di qualità e vitalità, con alcuni momenti ordinari bilanciati dai brani di rara intensità che continuano a caratterizzare l’Asia-sound.

Voto recensore
7
Etichetta: Frontiers

Anno: 2014

Tracklist:

01. Valkyrie
02. Gravitas
03. The Closer I Get To You
04. Nyctophobia
05. Russian Dolls
06. Heaven Help Me Now
07. I Would Die For You
08. Joe Di Maggio’s Glove
09. Till We Meet Again
10. The Closer I Get To You (acoustic)
11. Joe Di Maggio’s Glove (acoustic)


Sito Web: http://originalasia.com/

giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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