Quando ci troviamo a recensire la musica moderna, inevitabilmente ci troviamo di fronte anche alle origini del tutto. Parliamo di metal, di hard rock e di generi alternativi, delle volte scannandoci anche, senza renderci conto che i “mostri del passato” sono il comune denominatore di tutti questi generi che tanto ci fanno scuotere la testa. “George Harrison – Behind The Locked Door” è la biografia di uno di questi mostri sacri del rock, che senza mai nemmeno lontanamente immaginarlo, hanno creato le basi per buona parte di ciò che ascoltiamo oggi. Il meno Beatles di tutti i Beatles, quello sicuramente più restio al caos mediatico, il meno donnaiolo (più o meno) e il più schivo, George Harrison è colui che ha saputo utilizzare, senza troppo farla scemare, la fama raggiunta negli anni ’60 con i fab four, dandone un senso più profondo e spirituale.
La biografia di Harrison, edita per la casa editrice Il Castello, è il frutto del mastodontico lavoro di ricerca e approfondimento di Graeme Thomson, che ha saputo andare oltre alle apparenze, scavando dentro all’anima del musicista fino ad arrivare alla persona che stava dietro ai numerosissimi strumenti.
“Behind The Locked Door” è un viaggio nel tempo, nella crescita di un artista che dopo aver toccato una fama violenta e sproporzionata, ha deciso di scoprire l’essenza delle cose, le proprie radici, compiendo un viaggio musicale, spirituale e dell’anima che l’hanno portato a spendersi per una cultura estremamente nascosta e raffinata, oltre che estremamente lontana dalla sua.
Non si può comunque non parlare dei Beatles, di cui anche le anime più cupe e black conoscono quanto meno i pezzi più famosi, e la prima parte del racconto mostra proprio questo pezzo di storia, forse la più ovvia, andando oltre il gossip e dando voce ai protagonisti, in una serie di dialoghi ben fatti che portano il lettore ad immedesimarsi nei personaggi, cucendosi momentaneamente le loro personalità addosso. E così l’incontro tra un’altra anima bianca quale Lennon, diventa quasi un caffè tra amici, per non parlare della figura schiacciante ma carismatica di McCartney, completamente agli antipodi rispetto allo schivo Harrison, e Ringo Starr.
Se da un lato abbiamo il caschetto scatenato sulle note dei Beatles, dall’altro assistiamo alla costruzione di un artista a tutto tondo che dietro ai riff poppeggianti dei fab four trova il coraggio di affrontare se stesso, e le sue paure, tessendo “Don’t Bother Me”, che incarna la solitudine ed il caos dell’essere umano.
In questo racconto trovano spazio anche lo sfarzo, il fuori controllo e le relazioni, tra cui quella storica con Pattie Boyd, che come un tornado si è inserita nella vita di Harrison capendone fin da subito l’insoddisfazione derivante da un mondo troppo patinato e preimpostato, mischiato alle retrovie imposte da McCartney e Lennon, che di fatto hanno schiacciato e soffocato il lato compositivo di George.
Ci sarebbero mille e più storie da raccontare, così come citazioni, e mi devo auto-bloccare nella stesura di questa recensione, che rischia di diventare un secondo libro, e che promuove a pieni voti un lavoro musicalmente, storicamente e empaticamente eclettico. “Behind The Locked Door” non è una semplice biografia e, soprattutto, non è la solita storia che mette insieme l’ovvio, dandone una visione gossippara ed superficiale. Al di là del genere che ognuno di noi ascolta, è una lettura ad ampio spettro che consiglio e che merita di trovare spazio nelle nostre e vostre librerie.

|
Etichetta: Il Castello Editore Sito Web: https://www.georgeharrison.com |
