Children Of Technology – Recensione: Future Decay

Cattivi, scorretti, deliziosamente narrow-minded. Proprio come piacciono a noi. I Children Of Technology sono padovani e sulle scene musicali dal 2007, a detta loro sopravvissuti all’olocausto nucleare, giusto per citare la loro breve ma inequivocabile biografia.

Metallus vi porta a conoscere il secondo album “Future Decay” (i dettagli), una miscela esplosiva tra hardcore punk e thrash metal che colpisce come una mazza da baseball sulle gengive. Scordatevi tanti orpelli esecutivi, anzi, se siete in cerca di cose simili potete pure smettere di leggere. I Children Of Technology piazzano quattro accordi in croce, una melodia indovinata e il gioco è fatto.

Non avrebbe molto senso estrapolare un episodio piuttosto che un altro, “Future Decay” è un album brevissimo (poco più di ventisette minuti) ma di un’intensità tutta particolare e va assunto in un colpo solo. Un colpo che se poi vi arriva tra capo e collo, affari vostri. Non sappiamo onestamente quale sia il segreto di questa band, fatto sta che “Future Decay”, nella sua grezza semplicità scorre che è un piacere, facendoci sobbalzare con le chitarre al fulmicotone di Borys Crossburn, la voce al vetriolo di Death Lord e la tellurica sezione ritmica composta dal drumming devastante della brava Goddess Of Hammering Chaos e dal basso tonante di Mad Jex. “Future Decay” puzza di whisky e benzina, ti trascina e ti coinvolge nel suo feroce mix tra Slayer e Misfits, con richiami ai primi Anthrax, Napalm Death, Nuclear Assault, Motorhead, Discharged, G.B.H. e D.R.I., solo per citare alcune punte di diamante di un bacino di influenze molto più vasto di quanto non possa sembrare.

Un disco senza compromessi che arriva come una ventata d’aria fresca (insalubre, ma fresca), in una scena che ultimamente annovera troppi bei faccini e melodie pompose. Bravi.

Voto recensore
7
Etichetta: Hells Headbangers

Anno: 2014

Tracklist:

01.  Future Decay
02.  Remembrance Day
03.  Blackout
04.  Hold Up Your Fuel
05.  Eaten Dust Overload
06.  Under The Ripping Storm
07.  Last Sunshine Gleaming
08.  Fear The Mohawk Reaper


Sito Web: https://www.facebook.com/COTofficial

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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