Every Time I Die – Recensione: From Parts Unknown

Quando gli Every Time I Die scendono in campo bisogna essere pronti a sudore e sangue, “From Parts Unkown” (ascolta l’album qui) non fa eccezione rispetto alle uscite del passato e ci consegna una band in forma smagliante, con ancora tanto da dire.

A partire dal cantato tiratissimo del singer Keith Buckley, passando per i riff schizofrenici di Jordan Buckley ed Andy Williams ed il drumming martellante di Ryan Leger, è un continuo massacro sonoro che passa attraverso il consueto mathcore che si fonde con elementi punk-hardcore, come in “Decayin’ With The Boys” (guarda il video qui), Hard Rock ipertrofico ed escursioni cacofoniche, con “Moor” che si aggiudica il titolo di traccia più sperimentale del lotto.

L’album si apre con “The Great Secret”, sulle prime battute si inizia in sordina, ma è solo la calma prima della tempesta che segue nei successivi due minuti e mezzo, da incorniciare il breakdown che conclude il pezzo; sulla stessa lunghezza d’onda la successiva “Pelican Of The Desert”: gli Every Time I Die dimostrano di essere dei veri e propri maestri del Mathcore e si trovano a loro agio sia nelle parti veloci, che in quelle cadenzate. Tra le altre occorre citare “Thirst” (ascolta il brano qui), un minuto e mezzo di follia pura che trova il suo unico momento di riflessione nella frazione conclusiva del brano; “Old Light”, con il suo flavour vagamente Rock Punk, con un’apertura melodica davvero interessante, la quale non va assolutamente ad inficiare l’elevato tasso di aggressività dell’album; “El Dorado”, che ci mostra ancora una volta il lato meno estremo del combo lasciando maggior spazio alla melodia, e la conclusiva “Idiot”, ultimo assalto frontale di un album davvero energico.

“From Parts Unknown” deriva dall’idea della band di Buffalo di voler reinventare il proprio approccio al songwriting, dal momento che, giunti al settimo album, avrebbero potuto seguire i soliti schemi, ma hanno preferito utilizzare un approccio diverso. Nonostante ciò, la sostanza sembra non essere cambiata ed il sound rimasto sostanzialmente invariato, ma in fondo agli amanti degli ETID sta bene così.

Voto recensore
8
Etichetta: Epitaph

Anno: 2014

Tracklist:

01. The Great Secret
02. Pelican Of The Desert
03. Decayin’ With The Boys
04. Overstayer
05. If There Is Room To Move, Things Move
06. Moor
07. Exometrium
08. Thirst
09. Old Light
10. All Structures Are Unstable
11. El Dorado
12. Idiot


Sito Web: http://www.everytimeidie.net/

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