The Agonist – Recensione: Eye Of Providence

Quando una delle band più amate cambia cantante improvvisamente le reazioni dei fan sono sempre varie. Non sono stati immuni nemmeno i The Agonist, che senza alcun tipo di preavviso hanno annunciato la separazione dalla storica cantante Alissa White Gluz, passata recentemente agli Arch Enemy. Una doccia fredda per tutti i sostenitori del combo canadese, che non hanno reagito nel migliore dei modi, facendosi mille domande sui possibili rimpiazzi della cantante dai capelli blu. Poco dopo la band ha annunciato di aver trovato in Vicky Psarakis la nuova vocalist. La ragazza, scoperta tramite alcuni video su Youtube, ha preso posto dietro al microfono e ha dato via a quella che potremmo chiamare “la nuova era degli Agonist”.

Nonostante la massiccia promozione dettata sia dall’etichetta, sia dalla band stessa grazie anche alla pubblicazione di ben quattro singoli, “Eye Of Providence” non convince a pieno: questo quarto album si distingue sì per l’immediatezza e per l’aggressività musicale e vocale, che colpiscono l’ascoltatore come un pugno dritto nello stomaco, ma la sensazione che scaturisce a un ascolto più approfondito è quella di trovarsi un po’ spaesati. La band ha, infatti, volutamente abbracciato un sound più melodic death, tralasciando in toto le sonorità metalcore a favore di melodie meno ricercate e di un songwriting non pienamente efficace. L’unico punto a favore che possiamo riscontrare è la voce della new entry, che grazie alle sue abilità tecniche, è in grado di passare dal growl ruggente a una voce più pulita. Malgrado Alissa abbia lasciato un enorme vuoto, Vicky sa farsi valere e con incredibili capacità canore mette in mostra la sua abilità sia nel cantare uno stile più rude alternandone uno più melodico in cui, per altro, sfodera un timbro quasi operistico.

Sebbene l’album abbia un suono e una produzione ottima curata da Chris Donaldson (Cryptopsy), nel complesso il lavoro non appaga e anzi, delude le aspettative. Il sound, pur rispecchiando in toto i canoni degli Agonist, risulta insipido e ciò è dimostrato dal fatto che ad emergere ci sia solo una canzone, “Perpetual Notion”, la più adatta a rappresentare questo lavoro. Aspetteremo un live show per capire pregi e difetti della rinnovata formazione e per formulare un giudizio un po’ più definitivo.

Voto recensore
5,5
Etichetta: Century Media

Anno: 2015

Tracklist:

01. Gates Of Horns And Ivory
02. My Witness, Your Victim
03. Danse Macabre
04. I Endeavour
05. Faceless Messenger
06. Perpetual Notion
07. A Necessary Evil
08. Architects Hallucinate
09. Disconnect Me
10. The Perfect Embodiment
11. A Gentle Disease
12. Follow The Crossed Line
13. As Above, So Below


Sito Web: https://www.facebook.com/TheAgonistOfficial

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