Metallus.it

Deathstars – Recensione: Everything Destroys You”

Sono passati ben nove anni da “The Perfect Cult”, l’ultima produzione discografica targata Deathstars  ed in questo lasso di tempo la band è andata in tour in lungo in largo ed è anche tornato all’ovile il secondo chitarrista Cat Casino, poi come tutti sappiamo è subentrata la pandemia che ha fatto slittare ulteriormente l’uscita del nuovo album e cancellare ripetutamente i vari tour programmati di anno in anno. Per chi è familiare con le sonorità del gruppo svedese in  questo album ritroviamo il sound  che li caratterizza e cioè un avvincente e anthemico death/glam industriale che combina in modo ironico e sfrontato elementi horror, influenze goth e quella ruffianeria che da sempre è insita nel loro dna. Non aspettatevi chissà quali innovazioni o stravolgimenti di stile in queste dieci composizioni, anzi il gruppo rimane fedele a se stesso e alle sue influenze (Rammstein, Marilyn Manson, per citare le più predominanti) e va dritto per la sua strada.

DEATHSTARS - This Is (Official Music Video)

L’album parte in grande stile con “This Is” dal ritmo inarrestabile e con le magniloquenti tastiere in evidenza da parte di Nightmare Industries e l’inconfondibile ugola di Whiplasher Bernadotte, a cui segue un altro pezzo da novanta “Midnight Party” che ci riporta  ai fasti di “Termination Bliss” con una composizione potente e ruffiana allo stesso tempo, irresistibilmente efficace e che ci ritroveremo subito a canticchiare all’impazzata. “Anti All” è caciarona al punto giusto, mentre la conturbante title track porta alla luce quelle influenze goth atmosferiche care a band come Type O Negative, ma meno opprimenti e cupe, a cui segue “Between Volumes And Voids” dove troviamo l’innesto di voci femminili (presenti anche in “Blood For Miles”) dall’incedere ipnotico. Su “An Atomic Player” le sonorità industriali vengono messe in secondo piano per dar maggior risalto alle parti sinfoniche ed orchestrali ed il risultato non convince a pieno, in quanto il brano sembra privo di mordente e un po’ confusionario.

Per fortuna si ritorna in carreggiata con la “sinistra” e creepy “The Churches Of Oil”, composizione senza fronzoli e  pregna di intrigante umorismo nero , mentre in chiusura troviamo la valida ed incalzante “The Infrahuman Masterpiece” caratterizzata da suoni corposi che si amalgamano bene anche con la parte centrale più atmosferica, sorretta dalla timbrica profonda di Whiplasher e “Angel Of Fortune And Crime” che suona Deathstars al 100%.

In conclusione “Everything Destroys You” è un lavoro senza scossoni particolari, anche se va detto che nella prima parte dell’album alcuni pezzi sono all’altezza dei fasti del passato, mentre nella seconda sembra che il gruppo abbia un po’ tirato il freno a mano e manca l’effetto sorpresa che era lecito aspettarsi dopo un’attesa così lunga e prolungata. Sarà il palco la vera prova del nove per la band svedese e per valutare la resa delle nuove composizioni sperando che questa volta il tour vada in porto.

Exit mobile version