Tanzwut – Recensione: Eselsmesse

A pochi mesi di distanza da “Höllenfahrt” (la recensione), i Tanzwut tornano sul mercato discografico con “Eselsmesse” (“La Fiera dell’Asino”), disco che tributa la facciata medievale del gruppo, ormai avvezzo ad alternare album di folk metal ad altri di musica popolare. “Eselsmesse” appartiene appunto a questa seconda anima, dove Teufel e soci escludono le sonorità heavy ed elettroniche ad esclusivo favore di percussioni, cornamuse e voce.

La sostanza tuttavia non cambia e come potevamo aspettarci, “Eselsmesse” si rivela un album dove il trademark della band è assolutamente inconfondibile. Il disco inanella tredici tracce “ruspanti”, bucoliche e disincantate, dove la voce pungente di Teufel, riconoscibile tra mille, racconta storie e leggende della terra di Germania, utilizzando il cantato in tedesco e in latino.

Non troveremo davvero nulla di più e nulla di meno ascoltando la nuova fatica dell’ensemble, che compie il proprio dovere senza creare scossoni. “Eselsmesse” è un disco creato per l’intrattenimento e come tale deve essere preso, magari in compagnia mentre si sorseggia un boccale di buona birra. La saltellante “Saturnalia”, la romantica “Unsere Nacht” (con l’intervento della voce femminile) e ancora “Par Deus” sono tra gli episodi più intriganti e riusciti del lotto.

Siamo certi che la nuova creatura griffata Tanzwut soddisferà pienamente gli amanti di queste sonorità e al solito, renderà molto bene durante gli infuocati show dei berlinesi.

Voto recensore
6,5
Etichetta: AFM Records

Anno: 2014

Tracklist:

 

01.  Intro
02.  Asinum Chorum
03.  Der Eselskönig
04.  Saturnalia
05.  Lux Hodie
06.  Rhoslese
07.  Unsere Nacht
08.  Siria
09.  Gregis Pastor Tityrus
10.  Par Deus
11.  Orientis Partibus
12.  Briesel Occultum
13.  Zieh Mit Mir


Sito Web: www.tanzwut.com/

andrea.sacchi

view all posts

Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi