Il cantante inglese Gary Barden è noto soprattutto per aver lavorato ai primi, oramai leggendari album del Michael Schenker Group, poi per aver proseguito con una carriera che lo ha visto prestare la sua voce a formazioni quali Praying Mantis, Statetrooper e Silver, sempre all’insegna di un buon hard rock melodico. Arriva ora il suo nuovo album solista, il sesto, intitolato “Empowered Emotions” e pubblicato per Frontiers Music. In questo lavoro è coadiuvato dal tedesco Michael Voss a chitarra, basso e tastiere, già con Barden nei Silver nonché produttore e co-compositore dei brani, e Gereon Homann alla batteria, ma il tutto è arricchito da numerosi ospiti, fra i quali il “solito” Michael Schenker, con il quale il rapporto musicale non si è mai del tutto interrotto, Brian Tichy alla batteria e Don Airey alle tastiere.
Entusiastiche le dichiarazioni del cantante sul nuovo lavoro:
“Empowered Emotions” è un disco molto speciale sia per Michael che per me. Questo album segna 25 anni di scrittura, creazione e condivisione di musica insieme, e ogni canzone porta con sé la sua storia e il suo significato. È stato davvero un lavoro d’amore dall’inizio alla fine. Siamo incredibilmente grati a Frontiers Music per la fiducia riposta in noi e per averci dato l’opportunità di dare vita a questo progetto. Non vediamo l’ora che tutti ascoltino ciò che abbiamo creato e di celebrare questo traguardo con tutti i fan del rock che ci hanno supportato nel corso degli anni.”
Il disco è ovviamente all’insegna dell’hard rock melodico che ha da sempre contraddistinto la carriera del nostro, e dopo un’intro di tastiere inizia con “Maasai Enkai”, mid tempo con un caldo riff hard blues e una linea vocale fra le inflessioni blusey e aperture melodiche di classe, valorizzata da un eccellente assolo di chitarra a cura dell’ospite Tommy Denander e con l’altro ospite Barry Sparks al basso. Prosegue con “Hit The Ground Running”, primo singolo fatto uscire, con un inizio che ci ricorda i Whitesnake d’annata e sempre con quell’intenzione blusey che così ben si adatta alla calda vocalità di Barden, che dal canto suo considera, non a torto, il riff di Voss ispirato ai ZZ Top.
La title track è una semi ballad che, pur sorretta da un bel riff, si svolge all’insegna della melodia fra una linea vocale quasi roots e un ritornello decisamente AOR, con un breve assolo di Don Airey che ne introduce un altro a chitarre armonizzate, mentre “Burnig Wind” è un solare e tirato hard r’n’r melodico che ha qualche tratto che può richiamare i Thin Lizzy, complice l’assolo con wah wah di Voss. “Dark Water”, dal canto suo, è un brano cadenzato a tratti epici di scuola Rainbow e vede nientemeno che sua maestà Michael Schenker a impreziosire il tutto con uno dei suoi splendidi assoli, come d’altronde la cavalcata di “Ride Horsemen Ride”, con Alan Brentini ottimo ospite alla chitarra solista, risente del passato del cantante inglese con il chitarrista tedesco, con le sue melodie evocative e quel senso di solennità che il pezzo trasmette. “This Phoenix’s Gonna Burn Ya” è un brano dal gusto più ottantiano e AOR e “Let The Children Play” è una breve ballad acustica che introduce il melodic rock di “The Ruling Class”, interpretato con una vocalità particolarmente calda. “Walk Away”, ospite Brian Tichy dietro i tamburi, inizia acustica e prosegue come una ballad che guarda ai Queen (le armonizzazioni delle chitarre parlano chiaro), pur con una maggiore essenzialità, e il finale di “We’ll Meet Again” è nuovamente all’insegna delle chitarre acustiche e un mood folk piacevole e pacato.
Musicisti come Gary Barden sono stati spesso visti come gregari di grandi nomi, più che come artisti da considerare per la loro vena solista, ma non sempre questa percezione corrisponde al vero. Infatti, questo “Empowered Emotions” è un disco estremamente godibile e sincero, che mostra l’anima del cantante, divisa fra le origini hard blues, più percepibili nella prima parte del lavoro, e le tendenze più AOR – melodic rock più evidenti nella seconda. Chiaramente non cambierà la storia del rock, ma farà passare a chi vorrà ascoltarlo (e noi lo consigliamo) del tempo speso bene, con alcuni picchi veramente di ottima qualità.