Saille – Recensione: Eldritch

Luci ed ombre su “Eldritch” (i dettagli), terzo studio album dei belgi Saille che vede la luce a quasi due anni di distanza dal predecessore “Ritu” (la recensione).  Il six-piece di Ghent era riuscito a convincerci grazie a una formula musicale che, benché datata, rielaborava in modo personale le proprie influenze e creava pezzi con un grande senso estetico.

Nulla di sbagliato se il gruppo persiste nell’intraprendere questo sentiero sonoro eludendo ogni possibile evoluzione, ma “Eldritch”, che pur mantiene salde le contaminazioni sinfoniche vicine ai Dimmu Borgir del periodo mediano unite ad alcuni riferimenti agli Emperor, non sempre decolla, o meglio lo fa soltanto in alcuni episodi.

Insomma, siamo di fronte ad uno dei vari album realizzato con ottima cura formale e doti tecniche indiscutibili, ma che non riesce ad emozionare del tutto. Già l’opener “Emerald”, veloce ed enfatico, mostra come il modus operandi del gruppo sia ormai ben acquisito, peccato però che il pezzo, così come la successiva “Walpurgis” insista su di una velocità di esecuzione che comporta un po’ troppa linearità, al di là dei ricami tessuti dall’abbondante uso di synth e tastiere. L’ascolto di per sé non è sgradevole, piuttosto non presenta vette che tendano a farcelo ricordare.

Buone cose sono evidenziate in occasione di “Eater Of Worlds”, dall’opus epico solenne e con una parte di musica popolare avvincente, ancora la conclusiva “Carcosa”, perfetto esempio di rielaborazione degli standard melodic-black evidenziati nella seconda metà degli anni’90, ma alla fine resta un po’ di amaro in bocca. E’ un peccato, perché dopo due buoni album, i Saille avrebbero potuto cogliere l’occasione per fare il salto di qualità, invece sembrano accontentarsi del compito svolto con la cura del caso.

Resta inteso che se il panorama di riferimento entra nelle vostre corde, “Eldrtich” non sarà affatto un ascolto spiacevole, ma purtroppo non esce dal calderone di tutte quelle uscite nella media di cui il mercato discografico sovrabbonda.

Voto recensore
6
Etichetta: Code666

Anno: 2014

Tracklist:

01.  Emerald
02.  Walpurgis
03.  The Great God Pan
04.  Aklo
05.  Cold War
06.  Eater Of Worlds
07.  Red Death
08.  Dagon
09.  Carcosa


Sito Web: http://www.saille.be/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. legion666

    carino…sembra di sentire Spiritual Black Dimension dei Dimmu…..e qualcosa degli Old man’s Child….

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