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The Poodles – Recensione: Devil In The Details

Quella degli svedesi The Poodles è una carriera che si potrebbe sintetizzare come breve in termini assoluti ma ricca in termini di lavori prodotti; “Devil In The Details” è infatti il sesto album realizzato dalla band in circa dieci anni di carriera, un traguardo di una certa rilevanza e non scontato. Questo lavoro inoltre segue per molti aspetti il percorso intrapreso dai The Poodles già con il precedente Tour De Force” (la recensione), orientato quindi verso l’eliminazione quasi totale di brani lenti (l’unica eccezione di sorta è il brano “Need To Believe”) e verso la stabilizzazione su ritornelli accattivanti rivolte verso un hard rock più moderno.

Ritmiche serrate, pochi assoli e molti cori sono altri aspetti caratteristici di questa fase compositiva dei The Poodles, mentre rimane invariato il carisma di Jakob Samuelsson, istrionico e versatile dietro il microfono, anche se forse si può notare un leggero appesantimento globale del suo modo di cantare. “House Of Cards” non ha niente a che vedere con l’omonimo brano dell’ultimo album degli Scorpions, ma è uno degli esempi più evidenti di un brano con un ritornello di facile presa che caratterizzano il lavoro. “Devil…”, in definitiva è un lavoro apprezzabile per molti aspetti, che può piacere già ad un primo ascolto, ma che forse manca di quel quid in più che potrebbe far ancora distinguere i The Poodles dalla miriade di band nordeuropee che affollano ormai da tempo il panorama hard rock internazionale.

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