Dreadlords – Recensione: Death Angel

Chi mastica molto rock e magari ha anche letto il saggio di Oakley Giles, lo sa bene: la musica del diavolo non è il black metal, è il blues. Lo sanno bene anche i Dreadlords, un particolare three-piece della Pennsylvania che presenta al pubblico il debut album “Death Angel”, undici preghiere al satanasso recitate con l’arma dell’occult blues.

La band vede il sinistro No One alla voce, con lui sono della partita Samantha Viola (batteria, effetti sonori) e Brian Zimmerman al banjo. La stessa formazione è stata peraltro attiva di recente con il moniker T.O.M.B., progetto black/noise con il quale ha pubblicato l’album “Fury Nocturnus” ed ha aperto il concerto dei Watain a Brooklyn.

Dreadlords è un’entità davvero particolare, parliamo sì di blues, ma interessato da un feeling algido e sepolcrale che chiama in causa una certa espressività della scena “Dark Americana” (chi ha avuto occasione di ascoltare le ultime produzioni dei King Dude o di Chelsea Wolfe sa di cosa stiamo parlando).  E’ un sound ricco di echi, riverberi, con alcuni richiami alla psichedelia e al black metal stesso, che emerge non solo nelle liriche blasfeme e folli, ma anche nell’attitudine e nelle divagazioni più grezze e roboanti dove sono contemplati sprazzi di noise (“Odin”).

Il crooning di No One è lamentoso e terrorizzante, ideale compagno di pezzi esoterici e pieni di inquietudine come “Moonshine” e la stessa “Death Angel”. Ovviamente la melodia e la conseguente scorrevolezza dell’ascolto fanno parte dell’economia del sound, per quanto siano legate al suddetto contesto maligno. Ne abbiamo ottimi esempi in “Going To Well”, “Born In The Arms” e “Take My Soul”, il cui incedere liturgico ci fa pensare ai riti voodo. Chiusura in apparenza solenne e pagana, affidata al rumorismo di “Odin”, episodio che, come dicevamo, mette in luce una maggiore attitudine alla sperimentazione psychedelic/noise.

I Dreadlords reinterpretano la musica dell’anima con personalità e la traducono in quel contesto disturbante e orrorifico che alcuni tra i più blasonati e noti acts di black metal hanno ormai perso di vista. Originali e fuori dagli schemi.

Voto recensore
7
Etichetta: Not Just Religious Music

Anno: 2014

Tracklist:

01.  Going To The Well
02.  Alone
03.  Born In The Arms
04.  Moonshine
05.  I Live In A Cemetery
06.  Death Angel
07.  Lives In Me
08.  Thieves Of Faith
09.  Dreadlords Cometh
10.  Take My Soul
11.  Odin


Sito Web: http://www.dreadlordsband.com/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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