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Damn Yankees – Recensione: Damn Yankees

Supergruppo? Check!

Canzoni che sono un tripudio di arena rock? Ne abbiamo!

Ristampa curata nei minimi dettagli di un album già di per sé epocale? Grazie ancora Rock Candy Records!

“Damn Yankees” ha rappresentato nel 1990 tutto questo, con una qualità di fondo che la citata ristampa dell’anno passato non ha fatto che amplificare; l’unione del funambolo della chitarra (nonché convintissimo Repubblicano) Ted Nugent, del motore propulsivo dei Night Ranger Jack Blades e della voce cristallina di Tommy Shaw degli Styx (senza dimenticare l’allora poco conosciuto Michael Cartellone) diedero vita ad un progetto imperdibile per ogni fan dell’hard rock più anthemico ma che purtroppo si è spento nell’arco di pochi anni con all’attivo solo due album ed una VHS (trasferita in maniera mediocre su DVD qualche anno dopo).

Già una traccia come “Coming Of Age” spazzò via buona parte dei gruppi di belle speranze che si barcamenava in quel periodo nell’ancora attivissimo carrozzone hard & heavy: parti soliste e cori a quattro voci, riff memorabile, strofa e refrain uno più bello dell’altro ed una vena blues immancabile nel guitar play di Nugent (per chi non lo conoscesse sorta di antesignano di Slash).

Irrefrenabile il groove di “Bad Reputation” che si incastona in una tracklist davvero encomiabile; “High Enough” ha tutti i crismi della ballad di successo con crescendo emotivo, esplosione corale del ritornello, arrangiamenti di archi. “Come Again” è un altro capolavoro hard rock che parte acustico, si trasforma in un mid tempo ad ampio respiro fino all’accelerazione che incornicia uno dei più begli assolo di Nugent coadiuvato da un Shaw che tocca note inarrivabili ai più.

Citiamo in conclusione la tirata “Rock City” e il tripudio AOR di “Tell Me How You Want It” per un album assolutamente da riscoprire, soprattutto grazie alla solita inattaccabile ri-edizione ad opera della Rock Candy.

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