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Night Demon – Recensione: Curse Of The Damned

Tutto ciò che propongono i Night Demon è un vero e proprio tributo colmo di ammirazione per il metal classico, la NWOBHM e la selvaggia energia dei Misfits. Maiden, Diamond Head, i primi Angel Witch, il lato rock dei Riot e la carica heavy dei Saxon si fondono alla perfezione nel carrozzone creato dalla band di Ventura (California, USA).

Il debutto “Curse Of The Damned” (che arriva dopo l’EP “Night Demon” del 2012) è quindi un concentrato di clichées che si sovrappongono uno sull’altro, sia dal punto di vista delle composizione musicali che da quello dei testi (basti citare titoli di canzoni come “Run For Your Life”, “Satan” o “Livin’ Dangerous” per scatenare enormi dosi di déjà vu).

Ascoltare il debutto del gruppo statunitense è quindi salutare e piacevole per chi ama sonorità che ormai sembrano appartenere al passato remoto e può invece infastidire chi vuole a tutti i costi innovazione o almeno “variazioni sul tema.”

Il sound dei nostri si avvale di un’energia rock di buon impatto come dimostrano brani come “Curse Of The Damned”, che propone un’ottima la linea di basso a cura di Jarvis Leatherby (anche cantante). L’opener “Screams In The Night” o la maideniana “Full Speed Ahead” sono un concentrato di pura adrenalina che senz’altro colpirà nel segno fin dal primo ascolto. Non mancano poi i magni metallici come le toste “Satan” o “The Howling Man” (Angel Witch oriented) o ancora i pezzi più rock in stile Riot prima maniera con Guy Speranza alla voce; parliamo in questo caso di “Livin’ Dangerous”, dell’inno “Heavy Metal Heat” o della scatenata “Run For Your Life.”

I motivi per cui val la pena di esaltare “Curse Of The Damned” sono gli stessi che alla lunga posso contenere l’entusiasmo iniziale per i Night Demon… troppo “cloni” ma decisamente divertenti.

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