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Enuff Z’Nuff – Recensione: Covered In Gold

“Covered In Gold” è l’ultima uscita discografica del combo degli Enuff Z’Nuff per celebrare i trenta anni di carriera e lo fa proponendo svariate cover degli artisti che li hanno influenzati nel profondo. Ma questo album può essere visto anche come una risposta al lavoro dell’ex componente storico Donnie Vie che all’inizio del 2014 ha pubblicato il suo addio alla band intitolato “simpaticamente” “Goodbye: Enuff Z’Nuff (la recensione).

Il gruppo comunque è intenzionato a continuare la sua attività e oltre al mastermind Chip Z’Nuff  e al cantante/chitarrista Johnny Monaco ha ripreso nelle fila Erik Donner già presente nella  formazione dal 2004 al 2006. Ad ogni modo questo nuovo platter è una collezione di brani registrati in studio, alcuni editi già sui precedenti lavori come l’iniziale “Everything Works If You Let It” dei Cheap Trick, presente assieme a “The Jean Genie” del Duca Bianco su “10” del 2000 e due versioni unplugged di “New Thing”, uno dei pezzi storici della band e “You’ve Got To Hide Your Love Away” dei Beatles eseguita allo show di Howard Stern, più altre song di artisti come i The Cult, i Nirvana, Prince e i Queen per citare i più noti. Quello che emerge è la naturalezza con cui il gruppo riesce ad appropriarsi dei brani e a farli suoi soprattutto sui pezzi dei Cheap Trick e dei Beatles e non è affatto un segreto che entrambe queste band storiche sono dei capi saldi nel background del gruppo. Meno riuscita invece è la cover di “Yankee Rose” di David Lee Roth, debole sia dal punto di vista vocale che sotto l’aspetto tecnico del brano, fortunatamente un piccolo scivolone non inficia la bontà del disco, anche se bisogna ammettere che un lavoro di questo tipo è praticamente utile solo ai più incalliti fan della band, agli altri poco importa di ascoltarsi queste versioni, preferendo sempre e comunque quelle originali, perché va detto per quanto buone e godibili qui su “Covered In Gold” non eguaglieranno mai quelle storiche.

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