Ci sono storie, musica, canzoni e band di cui si è scritto veramente di tutto e anche di più. Storie che si intrecciano con miti e leggende, dando quella aurea di mistero anche a coloro che pensavamo di conoscere come le nostre tasche. “Bon – The Last Highway” non è l’ennesimo libro sugli AC/DC, ma un viaggio autentico e vivace che catapulta in una storia iniziata molto tempo fa, non ancora terminata ma, soprattutto, ancora estremamente attuale.
Le avventure hanno sempre un primo punto di partenza e quando si parla di AC/DC non si può sfuggire dalla figura di Bon Scott, voce e paroliere della band dal 1974 al 1980, anno di una morte neanche tanto sconvolgente.
Come scrivevo poc’anzi, i viaggi hanno sempre un inizio ma in questa storia, dalla pesante eredità musicale, si racconta la fine di un vita estremamente veloce, fatta di alti e bassi, ed il cui lascito urla ancora il nome di Bon Scott.
Della sua morte, veloce ma non inaspettata, si è parlato a lungo, sia nel bene che nel male, mettendo in dubbio la fatalità dell’evento, con il pensiero che forse si sarebbe potuto fare molto di più a partire dalle indagini, chiuse nel tempo di uno schiocco di dita e mosse più dal desiderio di soffocare il gossip, che di appurare la verità.
Se la voce parlante di Bon Scott è un lontano ricordo, non lo sono invece quelle delle persone che con lui hanno trascorso pezzi di vita, soprattutto gli ultimi, regalando un ritratto estremamente profondo ed umano della persona che si celava dietro alla rock star.
Jesse Fink, autore di questo “Bon – The Last Highway”, si muove tra l’essere neanche un tanto velato fan ed un ottimo scrittore, in grado di trasportare chi legge dentro ad una trama fatta di riff storici, colpi di scena e vecchie sbaruffe, senza però trascurare, a mio parere, il vero scopo del libro: regalare al mondo un ritratto vero ed attento di Ronald Belford Scott, dimenticandosi per un attimo del musicista, raccontando l’uomo e le sue fragilità.
Spesso piace pensare che i frontman siano figure indistruttibili ed indissolubili, ma chi si mette su un palco spesso recita una parte per sopravvivere e guadagnarsi quel pezzo di mondo che spesso sa solo escludere.
“Bon – The Last Highway” non è il solito libro sugli AC/DC, non è la solita accozzaglia di fesserie da tabloid, ma uno strumento in grado di suonare nuovamente, con qualche nota in più, una delle fasi più primordiali ed iconiche degli AC/DC. Se non ci fosse stato Bon Scott gli AC/DC avrebbero proseguito? E se la voce di Scott non fosse stata soffocata dagli eccessi, cos’altro avremmo potuto ascoltare? Domande che rimarranno sempre prive di risposte, ma il cui libro lascia ottimi spunti di riflessione anche solo per fare qualcosa che ormai è sempre più raro: sognare e fantasticare.

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Etichetta: Il Castello Editore Anno: 2025 |
