Big Bang Babies – Recensione: Black Market

“Black Market” è il secondo album della glam band dei Big Bang Babies, formazione nata agli inizi degli anni novanta nella città degli angeli. Dopo l’uscita del valido e omonimo album del 1992, il gruppo composto da Kit Ashley (voce), Keri Kelli (chitarra e voce), Tweety Boyd (basso), Keith Alan (batteria) rilascia questa piccola gemma nel 1994, a poca distanza dal loro scioglimento, causato sia dall’esplosione del fenomeno grunge che praticamente in quel periodo ha fatto piazza pulita di buona parte delle glam/hair metal band presenti sul Sunset Strip, ma anche a causa di inconciliabili dissapori con l’etichetta.

Ad ogni modo ci ritroviamo tra le mani questo platter composto da dieci gemme di bubblegum glam all’ennesima potenza, come “Love Drug”, track già inclusa nell’omonimo album del 1992 che è un pezzo frizzante e dinamico capace di entrare subito in circolo, o come la ritmata “Hear You Say”, canzone semplice, ma efficace quanto basta. Le influenze della band sono molteplici, dai primi Tigertailz, ai Pretty Boy Floyd e Faster Pussycat, il tutto shakerato con un amore viscerale per gruppi come i Beatles e i Cheap Trick, riscontrabili nelle armonie e nelle melodie dei pezzi. Un brano invece come la grintosa “Stop The World” sembra uscito da un incrocio vincente tra i Poison e gli Enuff Z’Nuff, mentre “Everybody Loves My Baby” è una delle power ballad presenti nell’album, (l’altra è la dolce e suadente Won’t Be Gone For Long), riuscita e struggente che riesce ad emozionare e che si insinua nell’anima. “Everybody Needs A Hero” invece può essere considerato l’inno dei Big Bang Babies, una song anthemica e ispirata, adatta per essere cantata a squarciagola e perfetta in sede live. In chiusura troviamo la strumentale “Bliss” dove il chitarrista Keri Kelli da sfoggio della sua bravura e abilità alla sei corde e si può dire che del four-piece lui è l’unico che ha avuto una ricca e soddisfacente carriera suonando con un nutrito numero di gruppi e artisti prestigiosi come per esempio gli Slash’s Snakepit, L.A. Guns, Pretty Boy Floyd, Adler’s Appetite, Alice Cooper e più recentemente con i Project Rock di Tim “Ripper” Owens e John Waite. Ritornando ai Big Bang Babies possiamo affermare senza alcun dubbio che questo “Black Market” è stata una delle poche uscite degne di nota del 1994 in ambito glam rock e rimane anche il rammarico per una band dall’altissimo potenziale che ha avuto l’unica sfortuna di uscire sul mercato nel momento sbagliato.

 

 

Etichetta: Swollen Records

Anno: 1994

Tracklist:

01. 8 Arms

02. All I Wanna Do

03. Hear You Say

04. Love Drug

05. Stop The World

06. Everybody Loves My Baby

07. Right By Your Side

08. Everybody Needs A Hero

09. Won’t Be Gone For Long

10. Bliss (Maguro Tataki)


Sito Web: http://kerikelli.com/

eva.cociani

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Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

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