Black Blood Sthlm – Recensione: Black Blood Sthlm

Che la Svezia sia una fucina di grande hard rock melodico, non è certo una scoperta recente. È inutile nominare le numerosissime formazioni che si sono dedicate a questo genere e continuano a farlo, il più delle volte con risultati perlomeno degni di nota.

La band che andiamo a incontrare in questo caso si chiama Black Blood Sthlm, ed è formata da musicisti con una notevole esperienza. Troviamo infatti alla voce l’eccellente Matti Alfonzetti, che avevamo ascoltato di recente con gli Sweet Freedom, e che vanta collaborazioni anche con formazioni quali Jagged Edge e Skintrade, alla chitarra Stefan Bergström, anche lui proveniente dagli Skintrade (ma anche con Baltimoore e altri), al basso Jarmo Lindell (Cloud Circus, Andreas Johnson) e alla batteria Johan Kullberg, con una vasta esperienza che lo ha visto prestare le sue bacchette a Therion, Zan Clan, Lion’s Share e Hammerfall.

La band è chiaramente appassionata del classico hard rock con radici nei seventies, e già nel dicembre dello scorso anno aveva pubblicato sulle piattaforme digitali il singolo “Avalon”, indicativo della linea musicale intrapresa: un solido hard rock che coniuga le radici settantiane a forti dosi melodiche tipiche della loro terra di origine.

L’uscita del nuovo EP auto intitolato e autoprodotto, promosso da Scream For Existence, è chiaramente in linea con questo approccio musicale, come dimostrato dal brano di apertura, “In The Wind”, un potente mid tempo dal riff tipicamente hard blues, come decisamente blusey è la linea vocale di Alfonzetti, pur con aperture melodiche che possono ricordare loro connazionali più famosi. L’intreccio di basso e batteria è compatto e funzionale, le parti di chitarra solista non vogliono strafare, ma contribuire a dare un senso al sound della band.

Un inizio veramente di eccellente fattura, seguito da “In Know You Believe”, dove lo sguardo agli UFO è abbastanza palese: un bel riff che viene direttamente dai seventies, con un’accorata linea melodica, bei cori su un ritmo sostenuto e uno stringato ma ineccepibile assolo di chitarra e un organo Hammond in sfondo a dare coesione al tutto. Intense note di chitarra acustica in arpeggio introducono la ballad “Fallen Angel”, con echi che vanno dai Led Zeppelin ai Whitesnake, salvo il fatto che il ritornello è pienamente inseribile nella tradizione di melodic hard rock della quale i nostri sono perfetti interpreti. La voce di Alfonzetti è particolarmente a proprio agio in questa dimensione, dando colore e sensibilità interpretativa, mentre Bergström dà prova del proprio gusto producendo un assolo che inizia acustico e finisce elettrico. Chiude il lotto l’articolata “Holy Man”, con un sentore di Rainbow, sempre in bilico fra hard, sentori blusey e aperture melodiche, come quella che fa da contraltare all’avvincente riff portante, che deve qualcosa alle band di Ritchie Blackmore. Un assolo di Moog introduce quello di chitarra, che al maestro di cui sopra deve non poco.

Questo EP, disponibile, purtroppo, nel solo formato digitale, fa molto ben sperare per un eventuale full lenght, e conferma il buono stato di salute in cui versa l’hard rock melodico di gusto europeo.

Magari non saranno loro a salvare le sorti del rock, ma da quanto fino a qui ascoltato, creano le premesse per un lavoro completo di qualità, che a questo punto attediamo fiduciosi.

Etichetta: Autoproduzione

Anno: 2026

Tracklist: 01. In The Wind 02. In Know You Believe 03. Fallen Angel 04. Holy Man
Sito Web: https://www.facebook.com/p/Black-Blood-Sthlm-61584593318950/

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi