Røsenkreütz – Recensione: Back To The Stars

Spesso, per comodità o per pigrizia, a seconda dei casi, tendiamo ad ascoltare i nostri acquisti discografici usando mezzi come un lettore mp3 o le casse audio del nostro computer. Per una volta, vogliatevi bene, e ascoltate “Back To The Stars” usando un impianto stereo vero e proprio: ne vale davvero la pena. Intanto perché il debutto dei veronesi Røsenkreütz è il frutto di ben dieci anni di lavoro da parte del produttore, compositore, chitarrista, tastierista e arrangiatore Fabio Serra, master mind di tutto il lavoro in questione, che è nato come un progetto solista ed è poi diventato una band a tutti gli effetti. Le tastiere pomp dell’opener “Signals in the Water” danno già un’idea dei territori in cui si muove il disco, ovvero la personale lettura di un prog rock di taglio piuttosto moderno che, partendo dai classici dei Seventies (Genesis, Yes anche del periodo di Trevor Rabin, UK, Kansas, Rush), elabora il proprio linguaggio musicale tenendo ben presente tutto ciò che nel genere proposto è venuto anche dopo, evitando quindi un mero remake nostalgico dei “bei tempi andati”. Lo stile dell’album lo inserisce a pieno regime nell’attualità, con sconfinamenti nell’AOR, nel pomp rock (“Childish Reaction”) e in qualche momento elegantemente pop (“Conditioning”, con Cristiano Roversi ospite allo stick e la cover di “I’m The Valrous” dei Beatles). L’intro di violino, il riff quasi hard rock e lo straordinario intreccio vocale centrale, che richiama i migliori Yes e Gentle Giant di “Sitting on the Edge of Heaven”, rappresenta uno dei vertici del disco, come d’altronde l’alternarsi della voce del cantante titolare, nonché membro dei concittadini Methodica, Massimo Piubelli (autori dell’ottimo Searching For Reflections) e l’ospite Angela Merlin su “Nothing More in You”. In tutto questo, non poteva mancare una suite finale, un brano articolato di più di 17 minuti, dove fra l’altro si fanno notare il piano di Carlo Soliman e il grande lavoro della sezione ritmica. Nonostante la lunghezza del brano e la sua struttura piena di cambi e di colori, la suite non perde mai di vista la linea melodica e la qualità della canzone, caratteristiche queste di tutto il disco, dove le notevoli capacità dei musicisti sono sempre a servizio dei pezzi, e mai usate in virtuosismi fini a sé stessi. Ottimi anche gli arrangiamenti e la produzione, decisamente al di sopra degli standard nostrani, che porta questo “Back To The Stars” ad una dimensione internazionale. Un disco, in conclusione, che spicca nel panorama progressive nazionale per l’originalità della proposta, a favore di un sound più di larghe vedute ed attuale, e per la professionalità del suono generale e dell’esecuzione, che fa auspicare a “Back To The Stars”  un meritato riscontro al di fuori dei nostri confini.

Voto recensore
8,5
Etichetta: Lizard Recoords / Andromeda Relix

Anno: 2014

Tracklist:

01. Signals in the Water
02. Sitting on the Edge of Heaven
03. Conditioning
04. Nothing More in You
05. Childish Reaction
06. I Am The Walrus
07. Back to the Stars


Sito Web: https://www.facebook.com/rosenkreutzband/timeline

anna.minguzzi

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E' mancina e proviene da una famiglia a maggioranza di mancini. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi mai smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va al cinema, canta, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Adora i Dream Theater, anche se a volte ne parla male.

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