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Bloody Mary – Recensione: Anno Zero

Sono passati quasi cinque anni dall’uscita di “Party Music For Graveyards”, il secondo full-length album dei Bloody Mary e ora è finalmente arrivato il momento di gustarci “Anno Zero”, il nuovo capitolo realizzato dalla formazione milanese. Questo nuovo platter ha il compito di chiudere la trilogia iniziata con il debutto “Blood’N’Roll” del 2005 e farci entrare in un mondo stravolto, sull’orlo della crisi nucleare e lo fa accompagnando queste visioni apocalittiche con il loro inconfondibile trade mark di gothic rock, mai banale o scontato con ritmiche alle volte cadenzate e marziali e altre più delicate e molto atmosferiche. Una miscela ben collaudata quella dei Bloody Mary che ha portato il gruppo a raggiungere una posizione di prestigio nel suo genere, sia in Italia che all’estero e che non lascia dubbi in merito alla qualità della loro proposta. Questo è un disco meno immediato di quelli precedenti che va assimilato gradualmente, nella sua interezza dopo ripetuti ascolti, ma che al lungo andare risulta forse il più completo e maturo prodotto finora. “I Keep Pretending” e soprattutto “Chase The Nowhere” sono i brani che più si avvicinano al loro passato musicale, mostrando una continuità a livello compositivo e una maturazione nel song writing molto evidente, mentre in “Concrete Jungle” il gruppo ha modo di esprimere anche il lato più aggressivo con questo brano roccioso e dalle ritmiche incalzanti, che potrà anche spiazzare i fan della prima ora. “Frozen” invece è un pezzo che ha la capacità di rimanere impresso dal primo ascolto, merito sia di un ritornello azzeccato e da una melodia ipnotica e avvolgente, ma anche dalla voce di Aldebran che riesce a dare un colore speciale al brano.

”So Far Away” è molto di più di una classica ballad e rappresenta più un urlo di dolore e di sofferenza verso il mondo e lo stato di decadenza in cui è sprofondato. Altro brano molto riuscito e dalla melodia molto avvolgente è “The 3rd Chance” che aggiunge anche un tocco di struggente intensità a questo “Anno Zero” e ci consegna una band in perfetta forma ormai pronta a spiccare il volo.

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