Kult Of Taurus – Recensione: Adversarial Paths: The Sinister Essence

I greci Kult Of Taurus avevano già colpito positivamente il nostro portale poco più di un anno fa in occasione del debut album “Divination Labyrinths”, un platter che evidenziava numerose idee e un approccio originale alla materia black metal. Il nuovo “Adversarial Paths: The Sinister Essence”, presenta continuità e anche differenze con il suo predecessore, che ricordiamo, all’epoca ricevette la “benedizione” di Vicotnik dei Dødheimsgard, che partecipò alla fase di produzione del disco.

Tornando alla seconda fatica, le continuità stanno nel fatto che la band propone ancora una concezione personale di black metal, mentre le differenze risiedono nel modo. Se “Divination Labyrinths” era un lavoro abrasivo e ricco di contaminazioni con una noise marziale, “Adversarial Paths” è per molti aspetti più scorrevole e il gruppo adotta delle strutture che non escludono alcuni riferimenti a un certo post metal.

Soffocante e oscuro, “Adversarial Paths” inanella delle tracce dinamiche e suonate con molta più cura da un punto di vista formale, che pur tralasciando l’imprevedibile cacofonia e le inversioni di rotta con cui la band si era presentata, appaiono solide e influenzate da realtà colte come potrebbero essere i Deathspell Omega e gli Agalloch. Di certo l’ensemble ellenico non lesina esecuzioni violente e veloci (“Black Embrace”, “The Piercing Conjunction Of The Sinister”), ma altrettanto logiche e prive di banalità. Ben più versatile che in passato, il cantato di Sarpedon segue le esigenze dei brani, mentre la band, complice  forse l’ingresso in formazione del drummer Hellscum, che varia molto il suo stile, mette in luce un valido bagaglio esecutivo.

Ci sono brani che fanno leva su rallentamenti e sporchi riverberi a creare una sensazione atmosferica e inquietante, come “Edafio I”, altri che invece si concedono il lusso di esplorare sinistri territori bluesy e divagazioni progressive che infrangono la muscolarità del black attraverso cambi di tempo e preziosismi brillanti e mai auto compiacenti. In questo senso è esemplare “Arch Of Exceedance”, che nei suoi oltre nove minuti riassume l’essenza di un gruppo ormai maturo per il grande salto.

Voto recensore
7
Etichetta: Forever Plagued Records

Anno: 2015

Tracklist:

01. Channeling Consciousness
02. Black Embrace
03. ΕΔΑΦΙΟ I/Edafio I
04. The Piercing Conjunctions Of The Sinister
05. Cordially Baneful
06. Through Lunar Wombs
07. Vibrating Crossroads
08. Arch Of Exceedance


Sito Web: https://www.facebook.com/pages/Kult-Of-Taurus-Official/231330920222703

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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