Drudkh – Recensione: A Furrow Cut Short

“A Furrow Cut Short” è il decimo studio album degli ucraini Drudkh, un platter che da un punto di vista tanto concettuale, quanto musicale, segue fedelmente le orme del predecessore “Eternal Turn Of The Wheel”. Ensemble legato alla storia e al folclore della propria terra, i Drudkh scelgono come canale espressivo un black metal tradizionale dal taglio epico, che idealmente accompagna con atmosfere intense ed eroiche le sette tracce che compongono il disco.

Nemmeno un’oncia di novità (le tentazioni depressive/post-rock del periodo mediano sembrano ormai smesse) ma in sostanza un ascolto sicuro per chi non digerisce il percorso evolutivo che ha interessato il panorama black nel corso del tempo. L’approccio spoglio ed elementare dei Drudkh, fatto di passaggi ripetuti e aperture melodiche altrettanto semplici, riesce a solleticare le corde dell’emozione attraverso dei brani severi e rigorosi che guardano al passato con orgoglio.

Le melodie portanti tessute dalla chitarra di Roman Saenko arrivano subito al dunque e assicurano un sound pieno e avvolgente che trova buon sostegno anche nella sezione ritmica poderosa di Krechet (basso) e Vlad (batteria). Lo screaming convinto di Thurios esclude ogni possibile variazione, d’altronde i brani non ne richiedono. Sono da segnalare come buonissimi episodi di genere “Cursed Son II” e le due parti di “Dishonour”, più solida e retta da una melodia ficcante la prima, un cadenzato rigoroso e ipnotico la seconda.

In sostanza “A Furrow Cut Short” è una interessante conferma della bontà del gruppo ucraino che se da un lato si ricicla per non scontentare i propri fan, dall’altro vi riesce grazie a una vena compositiva ancora parecchio valida.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Season Of Mist

Anno: 2015

Tracklist:

01. Cursed Sons I
02. Cursed Sons II
03. To The Epoch Of Unbowed Poets
04. Embers
05. Dishonour I
06. Dishonour II
07. Till Foreign Ground Shall Cover Eyes


Sito Web: https://www.facebook.com/Drudkh.Official

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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